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Lanterne per riconoscermi

La silloge Lanterne per riconoscermi di Maria Luisa Mazzarini introduce, già dall’impatto visivo con l’immagine di copertina, e da quello emozionale con i versi riportati a esergo dell’opera, il dettato lirico ed etico della raccolta, che si dipana su delicati accordi evocativi e introspettivi “dall’angolo più segreto del cuore”.

Una intima urgenza, come “un perdersi per ritrovarsi” nella “parola assoluta / diventata linguaggio”, sostiene l'anelito sublime di verticalità rischiarata dal simbolismo di una “incontaminata purezza”.

Amore è il fulcro fondamentale dell’esserci, declinato con intensa vis cesellatrice di trascinanti e armoniosi ipometri, attraverso chiaroscuri esistenziali che scandiscono il tempo delle parti di cui si compone il testo.

La Mazzarini percorre teneramente gli “ardui” sentieri della poesia con meditativa ispirazione, nel desiderio di giungere alla sponda di “una nuova terra” tra “onde di sogni” riversate sulla spiaggia e “un canto di cicala” d'inverno.

Dalla modulazione sinergica tra interiorità e tessitura lirica scaturiscono la consapevolezza del rapido “finire del giorno” e l’esortazione, quasi una preghiera, a nobilitarne “felicità e dolore” in un’essenza che ravvivi il bagliore di allegoriche lanterne, per riconoscersi.

L'eleganza della versificazione è una caratteristica evidente della poesia dell’Autrice.

Alchimie d’oro e argento, d’acqua e luce, di sole e luna, di fiori e desideri “leggono la speranza / e l’oltre” nello spleen di un eterno divenire, in assonanza con un sentimento panico della natura.

Traspare dagli elaborati una raffinata sensibilità tesa a decantare nella trascendenza dell’ascesi le inquietudini che “divorano il tempo”. Metafora dopo metafora, con un registro formale avvincente, le parole raccontano la vita intrisa d'eternità e mistero.

Tra le tante belle liriche di questa silloge, vorrei mettere a fuoco la chiusa che fornisce la riflessione ultima sull'arco di esperienze emotive, e allo stesso tempo invita a navigare verso un bramato luogo in cui l'inquietudine delle attese inappagate possa trasfigurarsi in visione onirica.

Tutto scorre, eppure la creatività della poiesis resta capace di donare forma alle silenziose sfumature del circostante e del sé, quale “isola unica” con la promessa di un approdo, con un sacrale messaggio di rinascita. “E l’amore diventa poesia”.

Recensione
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