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Prefazione a
Guarda in alto !
di Antonietta Benagiano

dati del libro

Lorenza Rocco

Antonietta Benagiano riempie il vuoto e il silenzio del lockdown con il pensiero.

Sul terrazzo della casa avita, lo sguardo immerso nella bellezza della Natura, accarezza il verde degli ulivi, il giallo dei limoni, si inebria del profumo dei gelsomini, quando all’improvviso dai fondali della memoria emerge una pagina letta nell’adolescenza sugli Inuit, sul dramma antico e sempre nuovo di Vita-morte; Eros-Tanathos. Dramma che oggi si rinnova nella tragedia di tante esistenze colpite dal Covid-19, terribile rivolta della Natura all’arroganza dell’ homo sapiens, che reo dell’ hybris classica, ha osato sfidare il Creatore, dimentico della caducità dell’esistenza, “fragile ampolla di vetro in bilico”. Nasce così: “Guarda in alto!” Pregnante di significato già nel titolo, che ha evocato in me la voce paterna: “Vola alto!”. Messaggio educativo che la Benagiano trasmette nel poemetto, che si snoda in tre momenti: Necessità - Inquietanti - La scelta.

Lucida sensibilità lirica, Anima ac mens ispirano il canto, che diviene singhiozzo di fronte a le insensate cure dei mortali, nell’aiuola che ci fa tanto feroci.

Inaspettata nel buio della notte balugina l’alba.

“Guarda in alto!”. La legge morale dentro di noi, il cielo stellato sul capo.

La voce dell’imperativo categorico kantiano, controcanto al cielo trapunto di stelle.

E non obliamo che C’è un solo cielo per tutti (Raoul Follereau). In sintonia, la chiusa dell’autrice nella Introduzione all’opera: Volgiamo lo sguardo al cielo, è ancora cupo, ma può nello scorrere mutare, brillare di stelle!

Poesia e Fede, Amore e Bellezza all’unisono, come antidoto alla paura che ci attanaglia e invito alla Speranza.

In “Esistenza”[1], Antonietta aveva rivolto una preghiera all’Altissimo: Salvaci. Ciascuno da sé stesso salva / Paradiso è la terra col divino.

La Religione e l’Arte attingono l’Assoluto. Non poteva mancare la Filosofia.

Valore aggiunto al testo, brevi e pregnanti pagine, potente invito alla riflessione sul “sonno della ragione” e sull’analfabetismo sentimentale imperante.

Grani di saggezza profusi a piene mani con immediata comunicatività.

Una radiografia possente dell’animo umano.

Nomen est omen. Eloquenti alcuni titoli: Hybris e coscienza del limite; L’essere umano eterno ineffabile; Bella Italia, amate sponde; Meritocrazia e merito; Se l’inclusione diviene irruzione; Cunctatores; Meditando sulla Scuola finalizzata alla redditività.

Esemplari dell’ampio orizzonte umano, culturale, letterario, filosofico della Benagiano, che volge il suo sguardo perspicace sulla condizione esistenziale nella contemporaneità.

E, soprattutto, pietas infinita per l’ Humanitas, manzonianamente identificata nel “masso” che “precipitando… batte sul fondo e sta”.

Efficacemente Antonietta nota: “Il messaggio d’amore del Figlio dell’Uomo non è stato accolto: dopo millenni restiamo i nati all’odio. Soltanto così può spiegarsi il nostro iter di crudeltà e ingiustizie, di tragedie, la cui memoria a nulla vale se non a produrre altro male”.

Con l’auspicio che Sant’Agostino possa illuminare i nostri passi: Tempi cattivi, dicono gli uomini. Vivano bene e i tempi saranno buoni. Noi siamo i tempi.

Antonietta Benagiano, affermata e valente poeta e saggista, narratrice e autrice teatrale si è fatta dono con un vademecum prezioso per “Guardare alto!”, per “Volare alto”!


[1] A. Benagiano, Esistenza, Istituto Italiano Cultura Napoli, 2020, € 10.00

Materiale
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