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I vagabondaggi letterari di Francesco Alberto Giunta in un testo straordinario che diviene spaccato del Novecento. Solitaire è il titolo emblematico – Giunta ha condotto una vita brillante per motivi professionali e di studio. Ha girato il mondo, partendo dalla sua Sicilia che gli resta nell'anima con i suoi colori, odori, sapori, atmosfere, paesaggi. Con la cultura millenaria della Magna Grecia e gli ideali del mondo classico: verità e bellezza, arte e filosofia.

Giunta ha incontrato tanta gente, personaggi ricchi, colti, famosi, i più bei nomi del gotha letterario ed artistico E' stato "a tu per tu" con tanti, che gli hanno rilasciato interviste in Italia e all'estero, da Domenico Rea a Danilo, Dolci, a Eugène Giullevic a Jean Guitton e l'elenco è davvero lungo. Il lettore resterà stupito e coinvolto. Giunta è entrato nel mondo poetico di Turoldo e nel laboratorio di scrittura di Giuseppe Pontiggia, un'amicizia con Elio Filippo Acrocca e il filosofo Rosario Assunto. Incontri umani e letterari che hanno lasciato il segno, sviluppato dibattiti e confronti di idee. Solitaireè un titolo significativo per Giunta uomo e scrittore. Al di là delle relazioni umane, dei rapporti interpersonali ricchi e variegati non si è scrittori se non ci si rinchiude nella solitudine della propria interiorità, se nel chiuso di uno studio, davanti ad uno scrittoio, lasciando fuori i clamori del mondo, non ci si trovi soli davanti alla pagina bianca.

Non solo, Solitaire è un viaggio. Viaggio umano e letterario ad un tempo. Giunta, novello Ulisse, animato da ardore di conoscenza, ha varcato i confini d'Italia e d'Europa. Da Louvain a Praga, Varsavia, Londra, Parigi, Tangeri, Gerusalemme alle contrade di Gesù. Fino al Nord-America, alle isole Vergini, alla Cina, all' Africa ... Ha toccato ogni latitudine, conosciuto lingue, usi e costumi diversi. Viaggio letterale che gli ha allargato gli orizzonti della mente. Ogni tappa, un tassello alla sua cultura vasta e raffinata, profonda e in fieri.

Viaggio metaforico nei meandri dell'anima, nella sua interiorità per portare alla luce la parola, caricarla di senso e significato. L'iter sofferto e affascinante dello scrittore. Viaggio nell'anima e nelle anime per la sua capacità di leggere ed interpretare, attraverso le parole, i gesti, gli eventi. Scrittore polivalente: racconti, poesie, saggi, romanzi.

"L'infinito letterario e umano" del Novecento, soggetto e oggetto della sua conoscenza, della sua indagine, della sua scrittura. E' la conferma che scrivere è vivere. In Giunta non è solo adesione, è identità tra vita e scrittura. Egli si nutre dell'esperienza del vissuto, della conoscenza e la trasferisce sulla pagina bianca. C'è differenza tra lo scrittore e la gente comune.

La gente comune vive la realtà, magari la soffre, ma non se ne rende conto, tanto meno la studia. La racconta pure, ma senza consapevolezza. Lo scrittore ne fa uno strumento di sapere da divulgare e raccontare, convinto che solo quando scrive resta vivo. Egli che per scriver ha bisogno di solitudine non scrive solo per sé, ma rivolge un appello al lettore. Acutamente Sartre: "Non è vero che si scrive per sé, sarebbe il maggiore smacco ( ... ), è solo attraverso la coscienza del lettore che l'artista può cogliersi come essenziale alla propria opera. Scrivere è fare appello al lettore perché faccia passare all'esistenza obiettiva la rivelazione che io ho iniziato a mezzo del linguaggio ( ... )."

C'è da chiedersi perché Giunta abbia voluto raccogliere in Solitaire scritti in gran parte già editi, penso a "Intellettuali nei Cafès letterari, bistrots e caves nella Parigi degli anni '40 e '30 o a 1948 (e dintorni) ecc. Il desiderio di iniziare un bilancio della sua vita e della sua scrittura, di sottrarre gli scritti alla dispersione della riviste e di riunire in unico testo che assembla narrazione,critica, autobiografia?

A distanza di tempo emergono nitidamente affinità e differenze e si evidenzia come il percorso dell'autore si è intrecciato con la vita e le opere di tanti scrittori.

Penso a Léopold Sèdar Senghor o al Nobel Naghih Mahfuz, o alla scrittrice austriaca in lingua tedesca Elfriede Jelinek. Ancora un Nobel e unico elemento femminile di quest'opera. E mi sembra un po' strano per la storica attenzione di Giunta al pianeta femminile, evidente nei suoi romanzi. Indimenticabili le figure di Elisa, Chiara, Karin. Penso alla moglie Letizia, compagna del suo vagabondaggio umano e letterario. Evidente nelle foto in bianco e nero che corredano il testo elegante nella veste editoriale di Kairos. Un'interrelazione di parole e di immagini per fermare incontri e momenti irripetibili.

Giunta con la moglie per le "strade di Gesù" (Gerusalemme, 1998); ad El Alamein nel 2003. "Solitaire" sul filo della memoria. Luoghi indelebili, Louvain, 1948: Louvain, 1988 ... Cinquant'anni dopo ...; Curiosando nel "pianeta Cina" (1998); verso Chigago, 1994.

Il lettore resterà affascinato per la ricchezza dei contenuti, per la varietà di tematiche, per lo stile elegante e ... troverà tanto più di quanto le mie note suggeriscono. Buona lettura!

Recensione
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