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I mali della nostra Società

Già negli anni Settanta Konrad Lorenz nel suo libro “Gli otto peccati capitali della nostra civiltà” (edito da Adelphi) metteva in evidenza i problemi che minacciavano la stessa civiltà occidentale, tra cui la sovrappopolazione, la concorrenza economica, la distruzione del nostro ambiente naturale, l'indottrinamento e l'affievolirsi, in generale, della capacità di nutrire sentimenti forti; problemi che concorrono a sottrarre all'uomo moderno ogni criterio per discernere il bene dal male.

Oggi questi peccati si sono ingigantiti a tal punto, tanto da arrivare, tra l'altro,alla mancanza di “riflessione”, per l'indifferenza o per il generale rammollimento, per cui a qualche “pensante” si appiccica l'etichetta di “razzista”, per limitarci ad un esempio, o “fascista” e addirittura si ritorna indietro nel tempo con la parola “Nazionalismi”, dividendo in fazioni gli italiani stessi.

E' lapalissiano pensare, pur con molte difficoltà, a cercare di rimuovere le cause di tanta emigrazione dai loro Paesi di origine, perché in Italia ci sono già tanti problemi e principalmente c'è una disoccupazione del 40% tra i giovani. Sono persone gli immigrati, specialmente quelli che vengono dall'Africa, che dobbiamo assistere, incapaci di lavorare, o, per lo meno, non sono poi gestite in modo da produrre e far crescere l'economia italiana, senza arrivare agli estremi, per cui si parla di schiavismo (ma solo da parte di illegali traffici). Tra l'altro, in generale, l'integrazione è impossibile per gli immigrati mussulmani, nel senso che la loro religione interagisce in contrapposizione alla nostra e sui comportamenti civili, per cui non vogliono integrarsi, se non per un senso di sopravvivenza.

Ci stiamo abituando, (“indifferenza”) anche a vederli per le strade davanti ai negozi a chiedere l'elemosina. E' un Paese il nostro che non è in grado di gestire un numero così forte di immigrati, lo sappiamo benissimo, allora dovremmo essere più lungimiranti per capire, se continuassimo così, a cosa andremo incontro nel futuro, quando i nostri giovani non trovando lavoro nella nostra Italia, continueranno a lasciare la propria Patria per lavorare all'estero, cresceranno gli anziani e gli stranieri e non voglio aggiungere altro. Per questi semplici ragionamenti non centra la destra o la sinistra, ma dovremmo essere tutti coesi, nell' interesse dell'Italia, se amiamo la Patria, oppure ciò è “Nazionalismo” di estrema destra come molti italiani sono abituati ormai a etichettare? e non coesione di una “Nazione”, semplicemente”?

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