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La spada nella roccia

RaiFly 2009

Nei volti i segni del tempo che passa, ma i sorrisi illuminavano e riportavano all' oggi un passato di entusiasmi e la voglia di stare ancora insieme, tanto più per me che non vedevo i colleghi, ormai in pensione da diversi anni, i quali incontrandomi e raccontandomi certi particolari riaffioranti ora dall'oscurità dell'oblio, davano la sensazione di allungarmi improvvisamente la vita, attraverso la memoria.

Sede RAI di Firenze: domenica 4 maggio ore 9, si sale nel pullman, meta San Galgano in provincia di Siena. Dopo Colle val d'Elsa tra tornanti a tratti continui della campagna senese dalla terra particolarmente rossastra e, tra ampie distese di prati e macchie gialle di ginestre nelle zone brulle, l'occhio spazia lontano, mentre sfilano le colline metallifere dove, una volta, si aprivano a cielo aperto le miniere. Tre ore circa di viaggio e, su un'altura che domina un immenso spazio pianeggiante con qualche filare di cipressi, dove anticamente esisteva la foresta e quindi flora e fauna diverse, si scorge l'Abbazia di San Galgano, superba anche nel suo slancio verticale. Lontano, appollaiata su un poggio si vede Chiusdino, dove nacque il nobile Galgano Guidotti, il quale dopo anni di agi e intensi piaceri terreni, si convertì alla vita monastica.

Si scende ora dal pullman e fatti pochi metri a piedi ci avviciniamo all'Abbazia. Costruita dai monaci cistercensi diventò già nel XIII secolo molto potente, avendo vastissimi territori nel circondario e una notevole autorità politica; da considerare anche come centro d'incontro per i pellegrini che sostavano in questo luogo,percorrendo la vecchia via Francigena, semidistrutta nel XV sec., nel XVI giunse alla fine della sua gloria. L'interno,oggi scoperchiato , ha tre navate le cui strutture s'innalzano ad arcate a sesto acuto; quella centrale è particolarmente suggestiva così immersa nella luce. Le fiancate e l'abside si aprono in monofore, bifore e oculi.

Le colonne sono tutte diverse fra loro, secondo i dettami del primo gotico francese. Nella facciata restano i tre portali e parte del portico. Usciamo e, tra la Basilica e il monastero, notiamo sulla destra un breve tratto di ciò che è rimasto dell'antico chiostro ad arcate e doppie colonne. Dopo circa dieci minuti di salita, raggiungiamo a Montesiepi l'originale chiesetta romanica a pianta circolare. E' qui che Galgano si ritirò in penitenza e, nel centro della Chiesa, si trova ancora la roccia nella quale il santo conficcò la spada, ancora oggi visibile, in segno di pace. Nella cappelletta annessa con pregevoli affreschi restaurati di scuola senese, sostiamo più a lungo ad ammirare il contenuto iconografico della “Madonna in trono” attribuito ad Ambrogio Lorenzetti, e a meditare sulla simbologia del “bene” e del “male”, quest'ultimo evidenziato anche dalla figura di Eva, prima peccatrice terrena; ma il pensiero ci richiama all'opera più famosa di questo pittore “Gli effetti del buono e cattivo governo” e, quindi, al programma etico e politico della sua pittura, secondo il concetto aristotelico del “bene comune”.

Sono già le 13, raggiungiamo quindi l'azienda agricola, dove stanno preparando per noi un lungo tavolo. Pranziamo e gustiamo ottimi vini, quindi si esce nuovamente nel parco. Ascoltando gli altri s'impara sempre qualcosa e mi sento interessata a tante storie, tutte diverse, ma tutte legate dagli stessi sentimenti di gioia o dolore. E' stata una gita interessante, ma anche un'occasione d'incontri, di propositi per riallacciare passati rapporti amichevoli. Si ritorna a Firenze lieti per la giornata piacevole da ricordare.

Pubblicato su RAIFLY nel 2009 ( ricordo di una gita)

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