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Solo l’irraggiungibile

Per la vastità delle sue letture, di contenuti, a volte antitetici se penso alla visione laica d’insieme del pensiero religioso orientale e occidentale, l’autore pare manifestare l’armonia nell’unità degli opposti, una sintesi del pensiero eterogeneo, (forse, non avulso da sensazioni d’angoscia esistenziale, oserei dire, prima di trovare l’unità del pensiero spirituale) con una visione del Tutto più di stampo steineriano antroposofico. Una visione spiritualizzata della fisicità della Natura, meglio un “divenire” come manifestazione divina in continua evoluzione. E’ certo, come l’A. dichiara esplicitamente, che ha sempre mantenuto nella contemplazione della Natura, lo “stupore” del bambino che scruta il mondo nuovo che gli si apre davanti per la prima volta, però, aggiungo, con lo sguardo acuto d’artista.

Ha percepito quindi il divenire cogliendo, con l’osservazione diretta,  – ora il disegno geometrico armonico della foglia, ora i colori, ora i riflessi della luce del sole di cui si nutre il regno vegetale –, la creazione sul momento, con l’acuta visione, come al rallentatore della moviola nello sbocciare di un fiore, avvertendo in ciò l’Essere, il Logos che tutto muove da cui tutto nasce e, dissolvendosi la fisicità, ritorna il Tutto al punto Omega, all’Essere Spirito creatore, come direbbe Pierre Teilhard de Chardin.

La ricerca del proprio senso di vita, quindi, l’A. l’ha trovato a contatto e immerso nella Natura, genesi e simboli della sua creatività come pittore, ma anche materia pregna di conoscenza del proprio sé; preziosi attimi del finito nell’infinito in una felice levità corporea, in cui già la meditazione stessa annulla il tempo (kronos), ma, a volte, l’A. è capace di attraversare tempi diversi, soggettivi, con la visione di spazi poetici senza limiti, che stimolano anche la sua scrittura (opportunità di ricchezza del tempo Kairos). Significativo è il suo sogno del volo, quale metafora della libertà raggiungibile con la conoscenza, libertà dal fardello del corpo, per librarsi sempre più in alto, nel tentativo, però, di sondare l’insondabile.

Oltre ad una attenta disamina del pensiero di scrittori, in particolare quelli all’autore più congeniali, per affinità di vedute e di amicizie, Sergio Rinaldelli, in Solo l’irraggiungibile persegue l’apice di una prosa altamente poetica.

Recensione
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