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Come nasce un sindaco – Cesarino Crescente e l’impegno sociale e politico

Notiziario dell’Associazione Pensionati
Cassa di Risparmio del Veneto,
n.64 – luglio 2017, anno 715°

È del novembre 2016 il saggio Come nasce un sindaco – Cesarino Crescente e l’impegno sociale e politico di Massimo Toffanin, già funzionario della Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo ed ora in quiescenza e socio dell’Associazione Pensionati della Cassa di Risparmio del Veneto.

Dello stesso autore è il saggio biografico Sebastiano Schiavon – Lo strapazzasiori del 2005, e dell’aprile 2016 il romanzo I luoghi di Sebastiano, scritto in collaborazione con Maria Luisa Daniele Toffanin. Le opere nascono nel novero delle varie e numerose iniziative del Centro Studi Onorevole Sebastiano Schiavon, di cui Massimo Toffanin è socio fondatore e presidente.

L’associazione opera dal 2007, con lo scopo di diffondere la conoscenza della figura di Sebastiano Schiavon, uomo politico nato nel 1883 a Ponte San Nicolò e prematuramente scomparso nel 1922, che in tutte le sue attività di consigliere comunale e provinciale, parlamentare, fondatore e animatore di sindacati, cofondatore nel 1919 del Partito Popolare, ha agito tra i primi a favore dei contadini, degli operai e dei ceti popolari.

Questo nuovo lavoro di Toffanin, che si avvale della prefazione La memoria: un valore e un dovere di Silvio Scanagatta e dell’introduzione Vita Politica di altri tempi di Francesco Iori, ricorda ancora Sebastiano Schiavon, e concerne specificamente la figura di Cesare Crescente, un altro sicuro protagonista dell’amministrazione e della politica a Padova e provincia. Nato nel 1886 a Voltabarozzo di Padova, anche Crescente si affaccia alla vita politica come fondatore e animatore di Leghe bianche contadine e operaie, e dirigente dell’azione cattolica diocesana.

È legato da parentela con Schiavon, avendo quest’ultimo sposato la sorella. Dal 1910 è consigliere comunale e nel periodo 1911-1920 sindaco del Comune di Ponte San Nicolò. Nel 1914 viene eletto consigliere comunale anche a Cittadella e a Padova, e consigliere della Provincia di Padova.

Dopo la parentesi del fascismo, riprende l’attività politica nella Democrazia Cristiana, e nel maggio 1945 viene nominato sindaco di Ponte san Nicolò, incarico che svolge sino al maggio 1946, quando in sostituzione del dimissionario Luigi Carraro viene chiamato a reggere la carica di vicesindaco del Comune di Padova.

Partecipa in quello stesso anno alle prime elezioni amministrative del dopoguerra nelle liste della Democrazia Cristiana, ed è eletto consigliere comunale di Padova. Il 26 aprile 1947 assume l’incarico di Sindaco, in sostituzione del dimissionario sindaco socialista Gastone Costa. A seguito di rielezione nelle successive elezioni amministrative, viene ininterrottamente confermato sindaco per 23 anni sino al 1970, quando gli subentra Ettore Bentsik, che molti in Associazione Pensionati ricorderanno come uno degli ex presidenti della Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo.

Durante la sua lunga guida la città conosce una serie di realizzazioni di assoluto rilievo, cambiando volto: dal piano regolatore alla nuova zona industriale, dal nuovo complesso ospedaliero alle infrastrutture logistiche, compreso il discusso tombinamento del Naviglio dalle Porte Contarine al Ponte delle Torricelle e la creazione di Riviera dei Ponti Romani.

Nella lettera di congedo si legge: “… il commiato non è disgiunto dalla commozione di porre fine ad una lunga consuetudine di operosa, intensa attività, mentre i ricordi… affiorano, puntualizzando momenti e circostanze che maggiormente hanno chiesto impegno, senso di responsabilità e l’adozione di provvedimenti e decisioni, talvolta impopolari, ma corrispondenti all’interesse della città”.

Si spegne ad Abano Terme quasi centenario, il 18 dicembre 1983.

Nel saggio qui richiamato l’esposizione di Massimo Toffanin, come sempre accurata e ben documentata, mette in risalto l’onestà dell’uomo, e la coerenza del politico e amministratore di classe.

Recensione
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