Servizi
Contatti

Eventi


Ricordo di Giorgio Segato

Un anno fa moriva Giorgio Segato dopo una lunga malattia che gli aveva impedito di continuare a occuparsi delle tante cose che egli stesso aveva messo in piedi a Padova e fuori dal Veneto.

La sua barba, cambiata nel tempo, prima rossiccia poi biondiccia infine completamente bianca, a molti mancherà negli incontri, alle vernici, ai dibattiti. Ricordo che Giorgio arrivava, spesso in ritardo, sulla bicicletta nera, magari lo si aspettava inutilmente, si sapeva che era solito prendersi vari impegni e poteva aver dimenticato il luogo dell’appuntamento. Quando capitava questo disguido, mancando il relatore che doveva essere lui, si correva ai ripari e ci si arrangiava giustificandone l’assenza. Quando però all’ultimo momento compariva, toglieva dalla tasca un foglietto, un quadernetto, su cui aveva annotato le idee con quella sua grafia ordinata e minuta, lo consultava e si concentrava sulle poche parole appuntate, prendeva lo spunto e parlava per mezz’ora, cuciva relazioni spazio-temporali, citava nomi e date. Ad ogni artista, sconosciuto o nome grosso che fosse, dedicava attenzione, trovava il modo di mettere in rilievo il lavoro sia di professionisti sia di autodidatti, con la sua capacità critica sapeva illuminare un’opera pittorica o plastica, letteraria o poetica. Ma non distribuiva solo commenti acuti o complimenti gentili, a volte, per incoraggiare l’autocritica e indurre i giovani a proseguire negli esperimenti alla ricerca di uno stile, sospendeva il giudizio.

“Continua - si limitava a dire pensieroso - prova, tenta, riscrivi, butta, lima, riprova.”

Talvolta perdeva la pazienza e rimbrottava, ma a Natale dimostrava di averne molta, di pazienza, quando ricopiava ad una ad una, con la perizia dell’amanuense, le cartoline d’auguri tutte uguali, numerate, a tiratura limitata, recanti una poesia composta per la ricorrenza, quindi attaccava i francobolli e le spediva per posta agli amici più cari.

Per noi poeti quante porte si sono aperte in città grazie ai suoi buoni uffici fuori e dentro l’assessorato alla cultura! Dalle pagine di riviste come “Cavallo Pazzo” o “Padova e il suo territorio”, quotidiani come “Il Mattino di Padova” agli incontri alla Colonna Mancante in piazza delle Erbe, agli appuntamenti di Padovacolore alla Gran Guardia, le iniziative appoggiate alla libreria Calusca, con la Dante Alighieri, con l’Università Popolare, e varie altre che torneranno alla memoria…

Molti di noi hanno avuto a che fare con la sua disponibilità scontrosa, con la sua generosità convinta.

Siamo in tanti ad essere in debito con lui. Ciascuno credo gli sia riconoscente per qualcosa.

Materiale
Literary © 1997-2019 - Issn 1971-9175 - Libraria Padovana Editrice - P.I. IT02493400283 - Privacy - Gerenza