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Attraverso questo libro l’autore Francesco D’Imporzano ci accompagna nel mondo dell’eros in un contesto dolce e delicato inizialmente, per poi sfociare verso la fine in un qualcosa di più intricato e violento.

Il libro è composto da dodici racconti ognuno con protagonisti diversi, con storie diverse da raccontare.

Il primo racconto “Il fruscio” vede come elemento intrigante un semplice suono, che è quello riprodotto dal pennino che scorre su un foglio di carta. E’ un suono alquanto breve, ma caratterizzato da una continua e particolareggiata descrizione che rende appieno l’idea del fruscio.

Il secondo racconto “Luigi e Alessandra” vede come protagonisti due giovani, Luigi e Alessandra per l’appunto che sembrano incontrarsi per la prima volta, dopo continui giochi di sguardi, dentro una farmacia e lì si ritrovano a parlare di sesso.

Il terzo racconto “Ciao, hai una sigaretta?” racconta di come due ragazzi con una scusa banale di una sigaretta si trovano a vivere un intenso rapporto d’amore in un prato.

Il quarto racconto “Aveva solo vent’anni” descrive i pensieri, le emozioni di chi attende un autobus invano e si ritrova a guardare e sfiorare una giovane fanciulla facendone gioire i propri pensieri.

Il quinto racconto “Il bagno” vede come protagonista un oggetto inanimato, il bagno, usato quale mezzo per prelevare all’uomo predestinato, in questo caso Mario Rossi, la sua fonte per generare nuove vite.

Anche il sesto racconto “Il bidet” vede come principale protagonista un oggetto facente parte dell’arredo domestico e più precisamente un bidet, causa di morti più o meno accidentali.

Il settimo racconto “La vasca” ancora una volta vede come protagonista un oggetto inanimato, il cui scopo sembra quello di salvare un ragazzo di nome Lorenzo.

Il racconto numero otto “Il viso” descrive la passione e l’amore attraverso lo sguardo e le forme.

Il racconto numero nove “Adesso” riprende elementi del passato così da viverne il presente.

Il racconto numero dieci “Il vecchio” ha un che di macabro ed irruento, in cui l’odio sembra essere il vero protagonista.

Il racconto numero undici “La stanza” è nuovamente luogo di morte, in un certo senso ribrezzo, descritti entrambi con dovizia di particolari; una quasi totale distruzione di chi compie ed assiste alla scena intrisa di sangue.

Il racconto numero dodici, l’ultimo, “Il caldo”, nuovamente ha come protagonisti la morte e le sensazioni che essa scaturisce in un clima di calore intenso.

Tutto il libro è scritto con dovizia di particolari e il tema dell’amore viene considerato sotto ogni aspetto, non solo da quello sessuale, ma anche di pensiero, desiderio, ricordo, timore e morte.

Eros e Thanatos: un insieme di racconti più o meno brevi che raccontano la vita con ironia, violenza, realtà; un’irrealtà che si unisce alla realtà del quotidiano tra le pareti domestiche e non solo.

Eros e Thanatos: un libro da leggere con attenzione per cercare e ritrovare in ogni racconto un po’ di sé.

Recensione
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