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Questa antologia raccoglie i racconti di alcuni scrittori conosciuti per aver partecipato a vari concorsi letterari e vinto diversi premi. Ogni autore ha un modo di scrivere e raccontare diverso dall’altro, così come è diversa la tematica di ognuno di essi.

Prima protagonista di questa breve antologia è la torinese Simona Bertocchi, la quale nel suo racconto “Anime sfregiate” evidenzia la volontà di una giovane ragazza nel voler continuare il lavoro svolto da Don Paolo e precisamente aiutare quei ragazzi che come è capitato pure a lei, si trovano in difficoltà. Quello di Simona Bertocchi è un modo di scrivere semplice, diretto, che riprende ciò che l’uomo ambisce.

Altro protagonista è l’autore romano Roberto De Luca che attraverso il racconto “Notte” mostra il lavoro svolto da un giovane ragazzo nell’arco di una sola giornata evidenziandone il carattere ed al contempo la volontà, così da dimostrare prima di tutto a se stesso di non essere una “macchia solitaria in un mondo di tanti”. Il modo di scrivere di Roberto De Luca è semplice, breve, scorrevole con frasi che fanno riflettere ogni generazione.

Ecco poi il genovese Roberto Gennaro; con il primo racconto “Cercavano la promessa” presente nell’antologia, l’uomo appare un’entità a sé, capace però di unirsi alla natura; elemento preponderante nel racconto”L’uomo e la conchiglia”; ne “Le fate tramandano” invece traspare il mondo più favolistico.

Il potentino Giuseppe Maria Lotano invece attraverso un linguaggio semplice, alterna la prosa a brani lirici. Ogni suo racconto, da “Ciao” a “Giochi di luce”, a “Scuola elementare” e “All’asilo” mostra una sorta di dialogo tra passato, presente e futuro, in cui i lettori stessi potranno immedesimarsi.

Il romano Giovanni Lupi invece si paragona ad un eroe moderno, che combatte per i propri ideali nonostante la possibile sconfitta, come nel racconto “L’ultima antenna” dove l’ironia primeggia tra le righe, o ancora il racconto “Sono alla mia scrivania” in cui l’importante è credere in se stessi non cambiando le proprie abitudini; o ancora il racconto “La carriola” piuttosto fantasioso ed il romantico “Via Bressanone”: insomma ce n’è per tutti i gusti.

Il veneziano Maurizio Meggiorini utilizza nel suo modo di scrivere la figura retorica detta prosopopea con la quale sostituisce volti ed azioni ad oggetti solitamente immobili. I suoi racconti: “Notte magica”, “La mia notte”, riguardano diversi temi che vanno dall’attesa al melodramma, all’incubo della morte per poi terminare con una sorta di fallimento interiore nell’opera “E dicevano che ero re”.

L’autrice bolognese Maria Rizzi esalta il senso e il significato delle parole enfatizzandone l’aspetto interiore. Ne è un esempio il racconto “Il molo” in cui l’attesa di un amore sarà devastante e quindi l’ansia farà da protagonista, per poi lasciare spazio all’ottimismo nel racconto “Tante piccole vite” e poi ancora ad un senso d’abbandono in “Tempo”. Un continuo scambio di emozioni che terrà stretto nel lettore quel senso di determinazione che indica la ricerca di un cambiamento.

La beneventina Iole Simone nei suoi tanti racconti, tra cui “Una passeggiata”, “Troppo solare”, “Voci” “Sole e Luna”, tiene come elemento fondamentale l’atmosfera favolistica, con uno stile ed espressività tipici. L’autrice nelle sue opere tocca temi come l’eroicità epica ed il dialogo interiore con cui enfatizzare l’importanza dei sentimenti.

Il napoletano Mario Sodano nelle sue opere evidenzia la bellezza e le sue sfumature come in “Consuelo mi amor” dove un bellissimo pianoforte si trova costretto ad avere a che fare con gente incapace di comprenderne il valore e con il tempo che, con il suo proseguire, porta sempre un maggior degrado; anche nel secondo brano “La casa sul lago” il tempo è il protagonista con le sue malinconie, incomprensioni; probabilmente elemento fondamentale nella vita stessa dell’autore.

Lo scrittore Rodolfo Vettorello invece, sofferma il suo scrivere sull’ambiente e sui colori che ne cambiano l’aspetto, quasi fossero una minuziosa introduzione a quella che sarà poi l’intera vicenda. In “campaicia” ad esempio, la miseria sembra un ottimo prologo a quella che si rivelerà una lunga cerimonia funebre, unica soluzione scelta da una ragazzina tredicenne per sfuggire alla realtà crudele nella quale vive. Ecco quindi emergere un senso di desolazione ed apatia verso la vita.

Un’estrema partecipazione è un’opera in cui immergersi per cercare un qualcosa di originale, ma che allo stesso tempo fa parte della vita di ognuno di noi: il sentimento, la paura, il tempo… ogni elemento che fa parte della vita.

Recensione
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