Servizi
Contatti

Eventi


I colori delle stelle. L’avventura di Van Gogh e Gauguin

In questo romanzo c’è tutto Marco Goldin: la sua competenza, le sue passioni, il suo talento, non solo di conoscitore e critico d’arte, ma di scrittore. Cosa per niente secondaria, perché questo libro non è collaterale rispetto alla sua attività ma portante e autonomo, per il fatto che non dipende tanto o solo dai contenuti relativi alla materia del suo lavoro di critico e di curatore di mostre, ma dalla qualità della scrittura, di cui dirò più avanti.

Non sono i contenuti a decidere della scrittura, ma esattamente il contrario, quando si parla di uno scrittore autentico e non di un esperto che mette sulla pagina il materiale delle sue ricerche. Non di un “contenitore” saggistico si tratta qui, ma di un romanzo molto raffinato, un romanzo di grande profondità, in cui si compie un’indagine straordinaria delle personalità e delle anime dei due protagonisti Van Gogh e Gauguin.

Ma cominciamo dalla passione di Goldin, quella per l’arte, che ce lo ha fatto conoscere in questi anni. E, passione nella passione, l’attenzione che ha riservato agli impressionisti. La passione per l’impressionismo la condividiamo, in quella svolta rivoluzionaria della modernità che vive nella pittura, in parallelo se non in anticipo addirittura sulla letteratura: la frantumazione dell’io, che nel farsi a pezzi scopre una nuova strada per ricostruire l’insieme. La creatività degli impressionisti scopre nel concreto della materia pittorica che rompere in minute particelle di colore la superficie consente di recuperare e riconoscere con la testa e con il cuore il disegno dell’intero. Proprio come la ricerca scientifica più avanzata che in contemporanea aveva capito la necessità della divisione e dell’analisi del sempre più piccolo per conoscere la realtà dell’infinitamente grande.

Ancora, passione nella passione, Goldin si mette sulla scia della ricerca pittorica dei due suoi protagonisti, Van Gogh e Gauguin, eredi dell’impressionismo. Due grandi sperimentatori, due apripista, anticonvenzionali, in nessun modo normalizzabili, estremi nelle loro caratteristiche, sicuramente geniali. Con tutto il carico anche dei loro problemi, delle loro sofferenze, delle ferite che segnano entrambi, anche se magari Van Gogh appare il più dolorante tra i due, il più drammaticamente in lotta con la vita.

I due pittori in qualche modo si erano sintonizzati tra loro a distanza, comunicando in un fitto scambio epistolare. Sentivano di avere un destino comune, pur nelle differenze che li caratterizzava. E si sono attratti. Ecco la risorsa romanzesca che si è offerta al talento di scrittore di Goldin quale nucleo decisivo del suo romanzo: il periodo di convivenza e confronto che si realizza tra i due quale fulcro narrativo del libro.

Van Gogh e Gauguin si danno appuntamento ad Arles, in Provenza, per fare esperienza di lavoro insieme nella famosa Casa Gialla. Casa che Vincent ha affittato e ammobiliato, preparandola come terreno di incontro e di scambio. Vengono tutti e due dal nord, da Parigi e dalla Bretagna, dove hanno già messo a punto ciascuno una propria tecnica, che tuttavia non li soddisfa, “cercatori” come sono fin nelle fibre del loro essere.

Goldin è abilissimo nel portarci dentro i pensieri dei due protagonisti e opera dall’interno nel procedere del suo racconto, privilegiando le idee e i sentimenti che hanno mosso le azioni dei suoi protagonisti. La sua competenza è al millimetro, nella conoscenza dei quadri, delle lettere, dei documenti, delle cronache, dei luoghi, e gli consente nel rispetto dei dati storici di ricostruire i passaggi interiori che hanno determinato i fatti.

Entriamo così nelle attese che si mettono in moto nei due artisti prima del loro incontro. Quello che si aspetta Van Gogh, il suo sogno di un atelier comune in cui rinnovare l’arte alla luce del sole del sud. Quello che si aspetta e teme Gauguin che, al di là delle intenzioni, avverte da subito una differenza d’indole rispetto a Vincent.

Dopo la prima intensa collaborazione, va emergendo poi il disagio reciproco. Van Gogh è sempre più insofferente per le pretese di Gauguin di modificargli lo stile. Gauguin è anche lui via via più insofferente per quello che al suo istinto primitivo appare in Van Gogh di romantico, di misticheggiante.

L’amicizia e la collaborazione vengono messe alla prova. Van Gogh diventa silenzioso, scontroso, irritabile per una certa freddezza che avverte nell’amico. Gauguin intanto, anche per gli apprezzamenti che gli arrivano attraverso Theo, il fratello di Vincent che è riuscito a vendergli qualche quadro, va accentuando l’alta considerazione di sé e comincia a pensare alla partenza, a un altro atelier, tutto suo. L’atelier dei Tropici che aveva sognato alla Martinica.

Eppure ancora molto li accomuna, nella ricerca di quello che sentono di non aver trovato. E, dipingendo a confronto, scoprono insieme il legame dei colori della loro pittura con la musica. Ma il dicembre piovoso li tradisce. Il cattivo tempo li costringe a rinunciare ai paesaggi esterni e a lavorare a contatto di gomito in pochi metri quadrati. È la situazione che accentua i contrasti. Van Gogh parla sempre più da “missionario dell’arte”, si identifica addirittura in Cristo, e Gauguin avverte sempre più decisi i degnali della follia dell’amico.

Il distacco è inevitabile, anche se Van Gogh non lo vuole e cerca di resistere. Ma Guaguin è deciso. E quella Casa Gialla che occupa il cuore del libro, nel capitolo più lungo e centrale del romanzo, nel distacco lascia dietro di sé la fine di un sogno. Esplode la malattia di Vincent, fino al gesto drammatico del taglio dell’orecchio. Goldin va sempre più a fondo e, ancora dietro alla sua scelta dell’interiorità, riesce a farci partecipare in presa diretta, appunto dall’interno, alla trafila dei pensieri che anticipano e determinano i fatti.

Mentre Van Gogh combatte la sua battaglia finale tra ricoveri e uscite dall’ospedale e dalla casa di cura per malattie mentali, Gauguin è in Bretagna a dipingere e porta a compimento quel suo nuovo stile sintetico a cui non ha smesso di lavorare. Ma di certo l’esperienza di Arles gli è stata decisiva in questo senso. Come è stato per Van Gogh, che dentro e fuori gli ospedali continua a dipingere tele capitali nell’ambito della sua produzione: non solo campi di grano, ma cipressi, ulivi e, in particolare, notti stellate. Notti piene di colori. E quel sogno di entrambi i pittori della luce del sud, dei colori assoluti della prima ora del mondo, ha avuto i suoi effetti. Anche se Van Gogh, paradossalmente proprio quando si è rimesso in salute, si uccide e Gauguin, insoddisfatto ancora e sempre di quanto ha realizzato, si imbarca per Tahiti.

Torno alla bravura di Goldin scrittore. Non sono le vicende del romanzo a guidare la scrittura ma, come dicevo all’inizio, è la scrittura a guidare le vicende che vengono narrate. Ecco perché questo non è il libro di un saggista, ma di uno scrittore, in grado di ricostruire tutto ciò che c’è e accade dietro e dentro i fatti, capace di sottigliezze e sfumature in un’analisi psicologica di grande approfondimento.

È lo scrittore che fa appello al suo talento. Un talento che viene da lontano e che ha dato già altre prove, a cominciare da una raccolta di poesie di più di trent’anni fa a mio parere indicativa delle qualità dell’autore. Sono poi venuti i molti saggi, i testi teatrali. La scrittura di Goldin si è filtrata nel tempo, consegnandosi a una nettezza e trasparenza rare, con un’eleganza che nasce dalla naturalezza in cui si svolge sempre la sua vocazione al racconto.

Resta da segnalare la modernità assoluta di questa scrittura. Una scrittura di oggi in senso letterario, ribadendo che questo è un libro di valenza letteraria, stilisticamente originale e di pregio. È una scrittura franta, paratattica, fatta di periodi brevi. Con poche virgole e molti punti. Dalle pause brevi e dai continui arresti, con le conseguenti continue ripartenze del discorso. Una scrittura sincopata, proprio come la musica del nostro tempo.

Recensione
Literary © 1997-2018 - Issn 1971-9175 - Libraria Padovana Editrice - P.I. IT02493400283 - Privacy - Gerenza