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Il tempo delle catene pensanti

Nota in quarta

La ricomposizione delle forze incommensurabili, l’incontro della linearità dell’eterno e della puntiformità del quotidiano, contraddistinguono la poesia di Giuseppina Quarticelli e in particolare in questa sua nuova raccolta, incentrata sulla questione capitale del Tempo.

Ecco, allora, in queste intense pagine delinearsi il diario di bordo del viaggio in “quello strano paese”, alla incessante e tenace ricerca della “strada del tempo” percorsa nei “mesi invecchiati” della propria vita, anche nel rapporto privilegiato con un “tu” che si fa specchio di confronto, di contrasto e di esaltazione, nell’amore. Ed ecco emergere nella loro salvifica pronuncia le difficoltà di raggiungere sottili equilibri sia, esistenzialmente, grazie al lavoro della scrittura, sia dentro la scrittura stessa nel suo farsi. Così che suggestive ipotesi tramano tutto il discorso, rendendolo come sospeso e incalzandolo nello stesso tempo, al ritmo delle “curve sinuose verso l’infinito”.

E la scrittura, tra raccordi e deviazioni, condensazioni e rarefazioni, entro uno spettro in cui tensione lirica e distensione lirica fittamente si alternano, tende a comporsi in una continuità profonda, tale anche da superare i singoli componimenti nel costante richiamo alla presenza di un “libro”, compatto e coerente dalla prima all’ultima pagina. Il tempo delle catene pensanti (Edizioni del Leone) è il “libro” che disegna il percorso dal sensibile all’io meditante, in una chiave morale che impegna totalmente e costantemente l’essere, ma secondo una prospettiva e un metodo, in questo rapporto serrato dell’autrice con la realtà, che implicano l’uso della testa accanto alle intuizioni del sentire, il “suono misterioso della ragione” e il “battito fremente” del cuore, per sciogliere finalmente “le catene pensanti” e cogliere la verità del tempo, apparentemente “dissociato” o “indifferente”, guadagnato anche quando è perso.

Dunque, su una linea di logos, capace di non escludere affatto la voce interiore più immediata. Insomma, con l’effetto poeticamente originale di coniugare investigazione e misticismo, logica e metafisica, dentro il conflitto universale tra il positivo e il negativo che indossa nella realtà relativa le vesti del bene e del male, della gioia e del dolore. poeticamente attraverso un orfismo fatto scivolare al grado di elegia.

Recensione
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