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Scrivevo per il suo libro Onda per onda che la voce poetica di Giorgina Busca Gernetti si pone sempre come una sorta di testimonianza essenziale di vita: occasioni di luoghi, di stagioni, di oggetti, di sentimenti, di figure incontrate o contemplate anche solo per un istante, di amori e di affetti. Lì era il mare e qui è il lago, con la sua mitologia e le sue valenze simboliche; lì erano i trenta quadri del suo polittico marino e qui sono i tredici quadri del suo polittico lacustre.

Dunque, sempre nello specchio dell’acqua, della sua portata reale e metaforica, del suo grande valore archetipico. Acqua chiara e acqua livida, in tempesta e in bonaccia, con la pioggia e con il sole, sotto le nuvole o a cielo aperto, in piena luce o al tramonto. Ma, in ogni caso, con quell’alito spirituale, d’anima, che vola radente a filo di superficie con il vento e si insinua tra le canne, scivola sulle rive, ondeggia tra le alghe. E, non a caso, il titolo appunto: L’anima e il lago. L'anima che vaga nell'acqua del lago è quella dell’autrice che finalmente incontra l'Ombra di suo padre e le parla per pochi istanti alla ricerca di se stessa attraverso le sue radici.

Così, tra silenzi appena rotti dalla voce enigmatica della natura e sull’orlo degli abissi della profondità segreta, ecco continuamente il canto del poeta alludere al mistero della vita. E tale voce interiore, proprio perché sale su direttamente dalle profondità, insegue la definizione di quella vita che in mille rivoli e frammenti continuamente scivola via, scorre lasciandoci orfani, inafferrabile eppure tenuta, provata e riprodotta, perfino poi goduta sia pure in modo discontinuo nella trafila di qualche attimo appena.

Con la sua scrittura raffinata e preziosa, l’autrice realizza un esempio di poesia dalla cadenza musicale esemplarmente inseguita e compiuta attraverso un intreccio sapiente di assonanze e di rime, capace di consegnarsi al rigore delle superfici perfette e lucide, affidando la sua cantabilità a una trasposizione ritmica dirottata e come bloccata sotto vetro.

Recensione
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