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Nel profondo alto
Nel profondo alto, mai titolo fu più felicemente
individuato a rappresentare in emblema l’intero corso di una ricerca che tende
verso il divino non solo per scatto del sentimento ma per via dell’intelletto.
Con modalità del tutto personali ed originali si sceglie la soluzione
po’ematica, sia pure per quadri in successione. Nella poesia di Mariateresa
Giani, il ritorno della memoria è come fulminato e reso immobile nello spazio
neutro di una rappresentazione degli oggetti del reale quotidiano. Si può
parlare addirittura di una scenografia da pittura metafisica; ma le parti di
questa “natura morta” si animano, proprio per contrasto, degli echi e dei
ritorni, dei suoni e delle vibrazioni, che inevitabilmente le parole trascinano
con sé. È una poesia che vive appunto dentro un contesto di riferimenti
metafisici, dei segni misteriosi di quel contatto indecifrabile tra pieno e
vuoto che è il vero mistero della vita.
Nella progressiva successione dei quadri, la radiografia
dell’umano si fa via via meno livida, assediata e insidiata tuttavia da un
deserto che fa sabbia e cenere della vita, metafora dell’azione disgregatrice
del tempo che consuma e macina nel suo grande maglio. È un paesaggio che è
incandescente, ma che è anche mosso da un vento freddo che agita tutt’intorno,
come i resti di un’intera vita, quella di ogni singolo protagonista, ondeggiante
tra la folla di gente che continua a dibattersi dietro alle lusinghe del mondo.
Così, anche nel mezzo di un presente di massa e di
consumi, la memoria vive e regna, sia pure di rimando; e la lucida ragione
sempre più si incrina e crolla su se stessa, dopo essersi sfogliata come una
superficie nichelata. Oltre ogni apparenza di presa diretta, la poesia di Nel
profondo alto è piuttosto l’altra faccia della medaglia; e testimonia, a
leggere con attenzione, l’immagine della memoria riflessa sullo specchio.
L’energia intellettuale che la anima è la sottile e incisiva inquietudine che fa
da spinta e dinamica interna al discorso; un discorso insieme di specie logica e
di emersione dal profondo, in una intermittenza a scatti. Un discorso in cui,
facendo leva sui nessi sintattici, il pensiero emerge dal suo fondo, chiarendosi
nell’evidenza intuitiva di una verità.
L’essenza e la
caratteristica della ricerca poetica di Mariateresa Giani stanno in quell’attesa
dell’evento a cui ogni volta l’autrice sembra disporsi, fissando sulla pagina i
segni noti e incasellabili, disponendo l’immagine sui tratti conosciuti o
riconosciuti secondo certezza di sensi e consequenzialità di causa ed effetto,
eppure affidandosi intanto a una risoluzione del rebus che va ben oltre e dietro
l’evidenza delle cose.
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Recensione |
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Nel profondo alto
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poesia
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| Autori |
| • | Mariateresa Giani |
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Edizione:
Giuliano Ladolfi Editore
Borgomanero 2011 |
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| Prefazione di Giuliano Ladolfi - pp. 78 |
| prezzo: € 12,00 |
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| Recensione a cura di |
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Pubblicata su:
Literary nr.1/2012
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