Servizi
Contatti

Eventi


Giorgina Busca Gernetti vede la poesia come tramite comunicativo, come "ponte" e flusso di parole, come racconto di s e delle proprie radici, a met tra la vigile consapevolezza e il recupero dell'inconscio. La situazione fondamentale della sua poesia la contrapposizione costante dell'altro (cosmo-mondo-storia) all'io (persona) rappresentata nella metafora dominante dell'ombra, della sera, appunto del chiaroscuro, come dice in apertura del suo risvolto di copertina Sandro Gros-Pietro. Ma, per Giorgina Busca Gernetti, la poesia anche trascrizione in misure musicali di successioni fisiologiche.

Il suo libro un diario in brani, appunti, stralci, annotazioni, ritmato da fisse scansioni metriche a singhiozzo, pause e silenzi. La sua natura intensa e stratificata dipende anche dal fatto che dentro e insieme all'energia intellettuale che lo anima c' il senso fisico (tattile, olfattivo, ecc.) della vita. Ancora. Per Giorgina Busca Gernetti la poesia la trascrizione di un imperativo categorico: eliminare dal proprio io quanto vi di accondiscendente abitudine, imitazione, compromesso. La parola scritta fissa l'immagine, la sensazione, la scoperta, la riflessione, strappando il vissuto non solo al rischio della dimenticanza ma al buio dell'indifferenza e alla usurpazione della violenza. E questa trascrizione lontana dallo spontaneismo, dalla confessione sic et simpliciter, ne cede alla tentazione della testimonianza pittoresca, dell'annotazione esotica. Siamo di fronte a una raccolta compatta, quasi a cerchi concentrici intorno a un punto unificatore. In una chiave esistenziale; cio ergendosi su se stessi perch, riconosciuta l'angoscia del proprio esistere, si naturalmente spinti a far trascorrere la propria vita come su un nastro, alla moviola, a sezionare, ritagliare attimi e minimi particolari, poi risolvendo tutto nelle musicali immagini di cui si diceva pi sopra.

Recensione
Literary 1997-2020 - Issn 1971-9175 - Libraria Padovana Editrice - P.I. IT02493400283 - Privacy - Gerenza