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Presentato il libro `interattivo' della scrittrice triestina Noemi Israel
La stagione delle zucche. Storia che non ha mai fine
Brillante dialogo a tre dove anche i lettori parlano con i personaggi

"Da lettrice ho sempre sognato, fin da piccola, di potermi mettere in contatto con i personaggi di un libro, per sapere cosa succede dopo la parola "fine": e oggi con Béla Ferenczy nella stagione della zucche, raffinato dialogo a tre in due parti, la giovane triestina Noemi Israel, giornalista e studiosa di storia della musica e del cinema alla sua seconda esperienza letteraria, ha coronato il suo sogno, da scrittrice. Il libro appena pubblicato, infatti, è "interattivo", forse il primo esperimento del genere: "se il lettore sarà insoddisfatto o vorrà saperne di più sui personaggi, potrà scrivere alla posta elettronica. I protagonisti garantiscono una riposta personalizzata" spiega Noemi Israel, che ha allegato a tutte le copie un segnalibro con questa indicazione. Il finale dell'autrice, quindi, diventa solo una delle possibili conclusioni, ognuno potrà "scoprire" la sua. Ma questa è solo una delle particolarità di Béla Ferenczy: l'altra è quella delle diverse chiavi di lettura possibili. `C'è una chiave letteraria, il cui intento è quello di dimostrare che oggi è molto difficile raccontare cose profonde, episodi dolorosi magari rimossi, senza essere interrotti anche dalle cose più banali (esempio: lo squillo del telefonino) per quella che ho chiamato la `legge del riequilibrio". Per questo ho scelto la forma del dialogo (tutto il libro è un lungo dialogo fra i tre personaggi) che alla fine, attraverso un lungo percorso, riescono a parlare reciprocamente con il proprio inconscio emotivo. Poi c'è la chiave di lettura teatrale, e qui la mia formazione musicale (sono diplomata in pianoforte) è stata determinante: i ritmi di ogni battuta sono studiati a tavolino, in modo da armonizzare il testo con una continua tensione fino alla fine e ho inserito una melodia popolare ungherese come ideale colonna sonora. Non ultima la chiave simbolica: ho voluto giocare con una serie di giochi di parole, anagrammi, simboli e armonie che ogni lettore dovrà scoprire'. Subito evidente, ad esempio, la ricorrenza di un elemento simbolico come la luna (prima e ultima battuta del libro) e di richiami alla realtà (i nomi dei farmaci, la moda realmente svedese dei piccoli simboli d'oro applicati ai denti, ecc). E difatti anche la presentazione del libro è stata fissata, non casualmente, alla vigilia del novilunio di ottobre. Una trama (che non vi sveliamo) che si rivela drammatica, ma nello stesso tempo ironica e divertente: `spero di regalare a chi legge un momento di riflessione ma anche di divertimento' conclude infatti Noemi Israel.

Recensione
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