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Il paranormale in un grande libro del Seicento

Il libro di Francesco Di Ciaccia, Da Dio a Satana. L’opera di Federico Borromeo sul «Misticismo vero e falso delle donne», sostanzialmente traduce uno scritto latino del cardinale. In esso il Borromeo aveva considerato, nelle più svariate fenomenologie e in tanti episodi accaduti, la mistificazione dei visionari, dei preveggenti, dei sedicenti profeti, dei digiunatori folli. Insomma, ce n’era per tutti i gusti, per tutte le età e per tutte le immaginazioni più sbrigliate! Intendendo stabilire i criteri per vagliare il buono dal cattivo o dal falso, egli si occupò delle esperienze straordinarie di origine naturale, insomma di quelle che oggi chiameremmo paranormali.

Ma non c’è solo di che divertirsi e di che stupirsi, su un fenomeno del resto che riscuote tuttora un vivacissimo interesse anche a livello dei mass media. Nel libro si trova pure una panoramica stupenda di fine Rinascimento e d’inizio del Seicento. Perciò Di Ciaccia premette un ampio scritto esplicativo, sia sui concetti (mistica, paranormale, ecc.), sia sulle concezioni scientifiche e letterarie (la medicina di Galeno, le convinzioni sulle Sibille, ecc.), sia sulla situazione culturale dell’epoca: pur in un settore specifico, bene vi si svela la generale ambiziosità del secolo, lo «spirito del tempo»!

In sintesi, un libro di divertimento e insieme di curiosità culturali, redatto con prosa agile e con stile a volte narrativo.
Recensione
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