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Una
poesia a tratti forte e sanguigna che penetra con un taglio assolutamente umano
passaggi religiosi di carnale spiritualità.
I molti riferimenti, a mio parere troppo espliciti, a pratiche sessuali, rendono
le stesse meno intense e incisive di quanto avrebbero potuto esserlo se fossero
state appena evocate e sfiorate. Spiegare meno, in modo meno chiaro, non
significa sempre fare gli enigmatici o gli ermetici, ma spesso, e più
sinceramente, significa lasciare più libero il lettore di capire quel che forse
c'è o si può immaginare dietro le parole del poeta.
La sintassi non è banale né scontata. E' incisiva e precisa. Si colgono guizzi
molto poetici e di forte coinvolgimento (Avrei potuto essere altrove | nel cuore
della notte…) dove (almeno per quanto mi riguarda) nasce una forte complicità
con l'autore.
Nello stesso tempo però mi pare ci siano immagini meno felici, a partire dal
titolo, immagini inflazionate, facili, di scarso effetto: … il respiro del
vento, le sponde del lago, la pioggia che cade fitta, il cuore che si ferma.
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Recensione |
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Di amore, di morte
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poesia
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| Autori |
| • | Enrico Pietrangeli |
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Edizione:
Kultur Virtual Press
Roma 2004 |
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| e-book - Nota e Prefazione di Francesco De Girolamo. Quarta di copertina di Gino Scartaghiande. |
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| Recensione a cura di |
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Pubblicata su:
Libri Nuovi nr./
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