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Angela crea con carta e penna un amore da sogno

Una vita in viaggio, diario di un'interiorità sospesa tra serena consapevolezza e adagiata rassegnazione. Lo lascia trasparire tra le righe di Giochi tremendi (Este Edition) l'autrice Angela Fabbri. Assieme alla soddisfazione per aver raggiunto la maturità tecnica ed espressiva, la ferrarese non nasconde il proprio entusiasmo anche per penna e inchiostro, che sono i mezzi per rendere, comunicabile, «quello che forse non vivrai mai c tanto altro ancora»; come scrive lei stessa, in una nota. Lo sguardo è disincantato  in Un piccolo presente senza titolo o anche in Dolcemente, dove la Fabbri ammette: «Spargerò tutto quanto e non avrò nulla in cambio. Perché quello che cerco esiste solo dentro di me». Si fa quasi ingenuamente soddisfatto invece nel constatare chc «è difficile non scivolare nella rima, nelle.rime più facili e serene; quando la vita scorre in questo modo», come la musica interiore di Segreti. E a cinquant'ansi, parla ancora di una donna che sogna l'uomo che l'ami per ciò che è, che vuole trascorrere una notte guardandosi in faccia, realista abbastanza per ammettere che «non sono mai stata grande e certo mai un angelo». Amante, sgualdrina, innamorata, fumatrice di sigari, e persino giullare boccaccesco: la donna che scrivc raccontandosi, o fingendo di essere la storia che sta narrando, è una creatura sfaccettata. Tra le braccia degli uomini sconosciuti e biondi, negli occhi delle amiche che la giudicano e l'amano, ma conquistata davvero, Angela, soltanto dalle pagina bianche su cui vuole e può ancora scrivere. In solitudine, forse è questa l'essenza, perché «nessuna seduzione può vincere la solitudine. Perché con lei niente altro ha più significato». (i.b.)

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