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La casa in mezzo al prato in Boscoverde di Rocca Pietore

L’amico del Popolo
11 aprile 2019 – N. 15

Poesia di rinascita per Rocca Pietore

Venerdì 29 marzo [2019], all’hotel ristorante «da Benito» a Pian di Vedoia (Ponte nelle Alpi), si è svolto l’incontro letterario, promosso dalla cooperativa sociale CoSoMi (mani intrecciate) con la partnership dell’Auser di Feltre e con il patrocinio dei comuni di Ponte nelle Alpi e di Rocca Pietore. Il libro «La casa in mezzo al prato» (una raccolta di poesie pubblicata da Valentina Editrice) è stato presentato dall’autrice, Maria Luisa Daniele Toffanin. Il ricavato della vendita, sarà destinato a delle borse di studio per giovani studenti bellunesi. Dopo i saluti e i ringraziamenti istituzionali, dell’assessore alla cultura del Comune di Ponte nelle Alpi, Lucia Da Rold, e dell’onorevole Roger De Menech, egregiamente coordinati di Manuela Gaio, conduttrice di Radio Bellunesi del Mondo, si sono alternati degli interventi. Hanno preso la parola, l’editore, Stefano Valentini; la Presidente dell’Auser provinciale di Belluno, Verena Dall’Omo; Liliana Tomaselli e Franco Piacentini dell’Auser di Feltre; don Gigetto De Bortoli, Presidente CoSoMi. Con molto calore umano, sono state lette delle poesie da Lorenzo Pradel e anche da alcune signore presenti: brave lettrici di testi poetici. Il Boscoverde, nei versi dell’autrice e poetessa Maria Luisa Daniele Toffanin, si presenta come il cuore pulsante d’un organismo, andato purtroppo distrutto dal ciclone Vaia, alla fine di ottobre, i Serrai di Sottoguda, il paese di Sottoguda e Rocca Pietore, insieme al territorio dolomitico e boschivo intorno, ai piedi del Sasso Bianco.

Il libro è stato concepito e pubblicato dalla poetessa Toffanin quale personale progetto per la memoria-rinascita dei suoi «luoghi amati ora lacerati, con un pensiero particolare per i giovani e per i bambini». Sostenuta in questo da sponsor compartecipi, quali le associazioni Levi-Montalcini, Centro Studi S. Schiavon, Opes Risorse, Erboristeria Serapion, con il patrocinio del Comune di Rocca Pietore, Union di Ladins de La Rocia, l’Institut Cultural Ladin Cesa de Jan di Ampezo, Col e Fodom.

Il volume è ricco di 75 composizioni poetiche, distribuite su 150 pagine, quindi ha valenze plurime, una delle quali – molto forte e impegnativa – è quella generativa. Intendesi con ciò il continuo ritorno e rimando ai bambini, ai genitori, ai nonni, agli avi alla continuità storica, da commentare in poesia e possibilmente da tramandare. Si va dall’avo di Mondeval, i cui resti sono giunti sino a noi, a ricordi di storia recente (per modo di dire) quale l’accenno alla vicenda tragica di Marcello De Dorigo, sperso nella nebbia di notte, con la fine della sua grande carriera sportiva («Noi devoti al campione, a colmare / di neve i vuoti, a livellare il manto / ignari allora della quota di vita / da lui risalita a fatica» - p.40). La poesia è sempre concreta, per cui le pag. 128-137 sono dedicate alla descrizione storico geografica dei luoghi presenti nelle poesie: non soltanto quelli di Rocca Pietore, ma dell’area veneta contigua e non solo.

Il sentimento espresso, al di là dell’apparenza, è sempre controllato e ogni verso fa prevalere la forza della parola intelligente. Si nota chiaramente che Maria Luisa D. Toffanin è scrittrice oltre a poetessa e dalle parole ricava armonie diverse e ritmi imprevedibili. Le composizioni del volume, pubblicato alla fine del 2018 e al costo di 15 euro, vanno lette fermandosi spesso, per lasciarsi provocare e agganciare a pensieri soggettivi di partecipazione attiva. Non vanno poste sul comodino, accanto al letto, quanto sul tavolo di lavoro, perché impongono di sporcarsi le mani con la storia e la vita dei nostri paesi bellunesi.

Recensione
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