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Poesie future

Redazione Transiti poetici
15 aprile 2021

Poesie future? Perché questo titolo? Dal momento che proprio il titolo di una raccolta poetica (e in genere di ogni lavoro letterario) rappresenta quasi sempre il nocciolo sintetico dell’intero progetto, mi è sembrato opportuno partire proprio da qui, dal titolo, per esprimere qualche breve considerazione su questa recente e pregevole opera di Carla Malerba.

Orbene, sembrerebbe che la nostra brava Autrice, di origine tripolitane, voglia proiettare in qualche modo il suo vissuto, la sua esperienza e di donna e di artista, in un immaginario mondo di là da venire, mondo che le dia la possibilità di eternare, anche nel suo domani più vicino, tutta la ricchezza, tutto il bagaglio emotivo ma anche memoriale della sua vita. E in effetti è così; ma non solo. La Poesia non ha bisogno di collocazioni temporali, e a volte non importano neanche quelle geografiche, una volta superate le barriere della lingua e della cultura di quel determinato contesto nazionale o area continentale. Una poesia è per sempre.

Ma in quest’opera di Carla Malerba, Poesie future, dove appare abbastanza evidente l’intento di creare una sorta di macchina del tempo, una bussola contenente messaggi importanti per una società futura, messaggi sotto forma di poesie che a loro volta sono foriere di memorie e di valori storici e sentimentali ed emozionali rilevanti e fondamentali, esiste un altro filone parimenti significativo, ed è quello del ricordo di “ora”, attuale, in un fluire di versi pregni di “nostos”, un canto melodico che ha come sottofondo lo scenario del mondo mediterraneo, esteso in tutte le sue connotazioni storiche, geografiche e di costume: qui i versi di Carla Malerba si arricchiscono dei suoni e dei colori tipici della sua terra d’origine, non solo, ma anche quasi per antonomasia, di tutte le terre analoghe, dove il sentimento e l’amore puro e ogni sorta di bellezza e di bontà, fungono da impasto fermentante e nutriente per costruire, anzi per ricostruire, mondi nuovi, mondi futuri, per sempre fortemente collegati al proprio cuore d’origine.

È in effetti un viaggio nella storia, nella sua storia ma anche nella cultura di tutti noi, quello di Carla Malerba: un riportarci su sponde di purezza, su spiagge lambite da un mare che è metafora e simbolo di immenso ma anche di ritrovate avventure, di storie e di culture integrate. Al centro di tutto, c’è la nostra Autrice che si perse quella notte in una solitudine di stelle: è dal suo cuore, dal suo profondo essere, che scaturisce poi la volontà e la forza di continuare la ricerca dell’amore, delle origini, del suo nostalgico ma ancora e sempre vivido mondo, per riproporlo a sé stessa e a noi tutti con rinnovata luce e impeto vitale in queste melodiose Poesie future.

Recensione
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