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L'Autrice, cagliaritana ma vicentina d'adozione, e Presidente dell'Unione Cattolica Italiana Insegnanti Medi e socia accademica del Gruppo Italiano Scrittori di Montagna. In questo suo primo romanzo, che ha vinto il Premio letterario "Autori da scoprire", racconta la storia di una "maestrina di confine", Elda Boselli, fresca di nomina, inviata dal regime fascista ad insegnare nelle cosiddette Terre Redente (l'Alto Adige) negli anni '30 con la "missione" di italianizzarne i locali. Le scuole elementari erano allora formate da più classi miste rette da un solo insegnante, nominato dopo un adeguato corso di formazione. La protagonista del romanzo è poi tornata novantenne nel 2000 a visitare le vecchie sedi di insegnamento, ritrovando qualche vecchio alunno o i loro nipoti.

Il romanzo consta di ventisette racconti consequenziali che ricostruiscono vivissimamente bozzetti della precaria quotidianità di quei tempi, ma anche tante altre cose. Come la testimonianza di un "impossibile" amore di quel tempo (v. il titolo del libro) ritrovato poi fra i nomi elencati in una lapide di caduti in guerra sul fronte russo. Il filo narrativo altalena sempre nella descrizione di quegli anni '30 e la temperie dell'ultima visita a quei luoghi 60 anni più tardi. Chiaramente molta nostalgia, ma anche la cristiana accettazione di ciò che avvenne nel nostro paese e nello spazio di un paio di generazioni. L'Autrice illustra momenti e situazioni di tale vita caricandoli in un'aria sospesa, di comprensibile tensione.

a.s.

Recensione
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