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Il dolore è un canto antico,
l'amore ci stritola e il tempo è un assassino

Se il cielo è strappato da un evento terribile, come lo tsunami, ecco che l'animo sensibile di un poeta non può tacere. Così «l'avida bocca d'acqua», in un giorno di fine anno, fa incetta di battiti del cuore e si porta a «dorrnire l'arroganza dell'uomo». Ma una grande calamità naturale sta alla vita come una malinconia quotidiana. Se l'aria diventa irrespirabile, l'assenza di una persona cara un macigno invalicabile, una notte di luna è unica anche se «un cane annusa avanzi di una vita scartata da qualcuno», forse abbiamo trovato chi sa leggere con gli occhi tanti percorsi della vita. È il caso di Maurizio Bonassina, assicuratore e consulente finanziario milanese, poeta per diletto, animo offeso da eventi molto personali che lo inducono a guardare avanti, con una nota struggente, quanto il passato gli perrnette.

La sensibilità è esasperata e porta a galla rintocchi quotidiani, uguali per tutti, chi più, chi meno. Passaggi che piacerebbero anche ad Alda Marini, nel gioco delle provocazioni, che un sognatore rende possibile, anche di fronte, alla morte: «che non ci punisca trappo». La sua raccolta di cinquantasei poesie, Il cielo strappato, appunto, non lascia tregua alla nostalgia e a un lirismo molto emotivo e un po' naïf.

Alcuni passi obbligano alla sosta, perché danno una misura corretta per chiunque: «la disperazione è un canto antico...» scrive l'autore. Messaggio versatile, per tutti dunque, prima di calarsi in un amore che finisce, non lascia figli, ma una lunga sequenza di anni condivisi. Allora c'è spazio per il ricordo, le mani che si cercano, i «tuoi occhi che mi parlano e io fingo di non ascoltarli», attimi importanti, attesi e «crollati nel turbine di un silenzioso grido», così Bonassina mette in pubblico la sua forza emozionale, pura, magica. Ci vuole obbligare a riflettere e a dimenticare, per un.attimo, quella fretta che quotidianamente stritola. Il tempo è l'assassino. Non «svanirà» tuttavia, per l'autore, quello che la lei in questione gli ha regalato. E, scomodando Kipling con il suo If, il poeta milanese chiude la sua raccolta con una sequenza di 'se' possibilisti: «se avverti ancora, senza sentirlo, il mio passo, se mi vedi come mi vedevi accanto a te, se senti ancora la mia presenza, se il vuoto è colmo di ricordi... allora riporta la tua anima al suo posto». Il libro di Maurizio Bonassina, ll cielo strappato, è pubblicato da Editrice Nuovi Autori, pagine 63, e 10 Maurizio Bonassina, dai misteri delta finanza ai sogni in versi

domenica, 11 settembre 2005

Recensione
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