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Non economista rinomato, ma giovane laureato in economia e poeta debuttante è Pagliarino, il quale ha scelto come titolo ai suoi versi un richiamo alla «società aperta» di Popper. Che ciò non sia casuale me lo fa supporre il contenuto alquanto popperiano nell'elogio del dubbio e della prudenza, nella condanna del fanatismo e dell'estremismo. Mi spiace di non avere competenza per giudicarlo come poeta: trovo quanto scrive piacevole all'orecchio, ma non so se la ragione è che anch'io son popperiano, o che egli ricorre a metri tradizionali e ordinati adatti a un conservatore come me, o se infine è sperabilomente Pagliarino è davvero un poeta d'avvenire.

Mi limito a segnalare il caso e a citare un frammento per campione: « È un capriccio italiano pure questo | di chi non cerca il nuovo in poesia | e in semplici parole si diletta | e in forme antiche a fare le sue rime | liberamente, e udienza non attende | da nostra Intellighenzia: e l'infinito | non vede in un Partito».

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