Servizi
Contatti

Eventi


Segnaliamo due «estratti». Da «L’Italia Francescana», Roma 1986. Sono due studi manzoniani di Francesco di Ciaccia. Il primo, di pp. 34 riguarda una preziosa «Rassegna bibliografica manzoniana intorno al centenario (1983-1985)». Distinta in annualità, la Rassegna non costituisce uno studio monografico, e tuttavia contiene interpretazioni critiche pur nella forma - direi - didattica; essa affronta, con giudizi impegnativi nella maggior parte degli interventi, circa 73 opere tra monografie, capitoli singoli e Riviste con saggi sul Manzoni. La Rassegna, forse tra le più ampie finora edite, segue una linea di demarcazione che è stabilita dall’intelligenza penetrativa emergente dagli studi sul Manzoni: da qui deriva una particolare caratterizzazione dell’intervento critico, il quale, pur nella sinteticità dovuta all’impostazione d’una semplice bibliografia ragionata, appare tanto lucido quanto decisivo.

Il secondo estratto, di pag. 40, ha per titolo: «Amore e innamoramento ne «I Promessi Sposi». Dopo uno sguardo sintetico sullo status quo critico, il saggio stabilisce, discutendo con la necessaria e morbida dialettica, il paradigma entro cui intendere l’eros nei Promessi Sposi: che è di affettuosità sponsale, offerta dal Manzoni nella discreta fenomenia del sotteso, chiarificante e insieme pudico. Primo interlocutore, quindi, non è il Manzoni, ma chi ha letto la Lucia manzoniana con criteri estranei al romanzo manzoniano. Poi, accostato il problema dell’amore nel periodo giovanile del Manzoni, il critico studia, non senza tener presente il fondamentale lavoro del De Rienzo, l’eros nei Promessi Sposi come «attesa» e come «pudore», e inoltre lo indaga nei suoi «spunti» e nella contraddizione del «voto» originale, dal quale emerge l’essenzialità dell’amore stesso, quale è stato concepito dal Lombardo.

Recensione
Literary © 1997-2019 - Issn 1971-9175 - Libraria Padovana Editrice - P.I. IT02493400283 - Privacy - Gerenza