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Il poeta Pietro Nigro non è un nome nuovo nel panorama letterario della letteratura del nostro tempo e Pino Amatiello ha fatto bene ad inserirlo nella collana “Poeti del ‘900”.

Con la pubblicazione della raccolta poetica “Miraggi”, divisa in tre parti: “I segni del tempo 2”, “Il deserto e il cactus 2” ed infine “Attese”, il poeta ha consegnato ai posteri la sua ultima produzione lirica.

Con il titolo della raccolta ha voluto indicare agli uomini l’ideale della poesia, che vive, pur tra tante forze negative e dirompenti della vita quotidiana. Perciò non gli sarà duro morire se porterà con sé i ricordi e potrà vivere al richiamo dell’amore che è pur sempre “unico lido di un naufragio eterno”.

Egli tende verso questo ideale mondo dove muore l’oblìo, ma ama anche la terra, dove è nato, e vuole, come il vecchio emigrante, ritornare alla semplicità delle origini, nel doloroso angolo dell’antico mondo contadino.

Purtroppo l’indifferenza e la caducità insidiano anche l’anima del poeta che non sa cosa sarà tutto ciò che ama e non vuole che gli tolgano i guanciali del conforto, perché la speranza è l’ultima a morire.

Anche le vane visioni ed i miraggi della vita sono sempre il vademecum necessario nel nostro viaggio terrestre.La lirica del Nigro è tutta rivolta a superare la dura realtà ed invita alla purificazione ed alla resurrezione dello spirito.

Il suo lirismo, poi, materiato di greco classicismo, diventa forma di alta perfezione morale.

Recensione
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