Servizi
Contatti

Eventi


Per chi ama una lettura incalzante, moderna ed insolita, segnaliamo: Bela Ferenczy nella stagione delle zucche, l'ultima fatica letteraria di Noemi Israel, una giovane scrittrice triestina già conosciuta per L'isola delle rondini e per i suoi studi di musicologia e storia del cinema.

Il volume è originalissimo e si presta a molte interpretazioni. Innanzitutto, si tratta di un dialogo a tre in due parti e la storia si dipana tra due amici medici ed una loro paziente. Da una situazione comunissima, in uno studio dentistico, l'autrice porta per mano i suoi personaggi attraverso dialoghi, situazioni e vissuto emozionale che ci coinvolge sino all'ultima pagina, anzi continua ben più in là. Chiave di lettura dei dialoghi è l'incomunicabilità, o per meglio dire, la difficoltà di comunicare agli altri qualcosa di profondo che ognuno di noi si porta dentro. Tra i personaggi si crea una sorte di feed-back, un'empatia profonda che viene però disturbata dai mille input che il quotidiano ci impone. La necessità di comunicare, ma anche la possibilità di trovare terreno fertile per parlare, si rincorrono tra i personaggi del volume, in un tessuto. letterario arricchito da pause, anagrammi, simboli ed armonie che ricorda Beckett, Wesker e Jonesco.

Noemi Israel, diplomata in pianoforte e profonda conoscitrice della musica in senso lato, inserisce un motivo all'interno del volume, con tanto di pentagramma e note musicali. La musica è un altro elemento importante del libro e della vita dell'autrice. "Cerco sempre di armonizzare le cose che faccio", afferma Israel, "costruisco i dialoghi in maniera armonica e compiuta. La musica è stata fondamentale nella mia vita ed oltre ad essere stata una grande consolazione nei momenti di sconforto, mi ha insegnato l'autodisciplina e mi ha fatto conoscere i miei limiti". L'autrice di Béla Ferenczy, non solo ci stupisce con questo titolo bizzarro, con il disegno in copertina da lei stessa ideato, e con una trama curiosa, ma anche con il suo segnalibro, che non è un simpatico cadeaux ma, direi quasi un deus ex machina, una moderna prosecuzione del racconto. Per coloro che vorranno sapere qualche cosa di più su Béla Ferenczy ed i suoi amici, Noemi Israel ha ideato una casella di posta elettronica in cui i protagonisti saranno lieti di corrispondere con i lettori.

A presto, dunque, e chissà cosa ci riserva Noemi Israel, questa originale e squisita giovane signora che non ama definirsi una scrittrice, ma preferisce l'appellativo di narratrice, forse perché la narrazione le permette maggiormente di spaziare in ritmi e melodie che meglio si confanno alla sua tenera sensibilità di donna alle soglie del nuovo millennio.

Recensione
Literary © 1997-2019 - Issn 1971-9175 - Libraria Padovana Editrice - P.I. IT02493400283 - Privacy - Gerenza