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Conosciamo da tempo il costante e fecondo impegno culturale e sociale di Pasquale Montalto. Abbiamo anche avuto l'occasione e il piacere di premiarlo al concorso di poesia "Eugenio Frate" (Rionero Sannitico, Isernia). Lo ricordiamo presente e attivo con il figlio e la dolce compagna Alice, pittrice indiana amante della civiltà italiana, la sera della premiazione.

Il titolo del libro, Amicizia e amore, nella sua estrema sintesi e semplicità contiene una verità umana inconfutabile, in quanto i due termini non solo hanno la stessa radice etimologica, ma con naturale fluido spirituale l'uno si riverbera nell'altro. La congiunzione "e" ha la stessa valenza del verbo essere, "è": si aggiunga che nella commutazione dei termini la verità e il vigore affettivo morale non muta, in quanto l'amicizia è amore e l'amore è amicizia. Questa indubitabile correlazione viene continuamente attestata dai testi che danno vita e corpo al libro. In un linguaggio pulito e cristallino l'autore tratta varie tematiche in prevalenza riguardanti la sfera dei sentimenti (degli affetti) e quella razionale che investe le problematiche sociali: il Montalto utilizza le sue specifiche conoscenze e attitudini professionali (psi. cologiche): Comunità anaffettiva, inospitale, | intollerante, intransigente e insopportabile. | Insofferente, equivoca e truffaldina. | Turbolenta e bacchettante, sulle solite ossa | dei lavoratori, contadini, donne, bambini, | amanti, per quel poco che resta, della terra.

Una sequenza qualificante di condanna dell'uomo orgogliosamente atomico e tecnocrate che nella sua perversa violenza contro tutti e contro se stesso giunge all'incosciente tramutare il proprio cuore, tenero e pulsante di affetti, in una forma irrigidita, dura di cemento (cuore incementato). A queste pagine dense di coraggiosa condanna Pasquale Montalto contrappone la fratellanza, le dolcezze e gli affetti dell'amore e dell'amicizia che costituiscono il fondamento di tutti gli altri valori positivi dell'umana civiltà: Il tuo volto, | la dolcezza dei tuoi grandi occhi, | le tue grosse labbra, resteranno | con me, e continuerò | a credere e pensarti, per ciò | che di più bello abbiamo vissuto.

Notevoli e coinvolgenti sono le liriche che celebrano la fecondità, la bellezza, la generosità della natura. Spesso troviamo il poeta fermo a contemplare, a cogliere con le emozioni dell'anima le voci, i moti, i mitici suoni, il cromatismo delle varie forme che i paesaggi offrono nel mutare dei giorni e delle stagioni. L'attacco che con forza e proprietà di linguaggio il poeta lancia all'uomo violento che con i suoi mostri di invenzione ha avvelenato l'acqua, l'aria, perturbando il ritmo vitale del tempo sulla terra e nell'atmosfera è ammirevole e degno di gratitudine da parte di quanti amano la vita sana e pura, semplice e pulita, feconda di fiori e di frutti che rendono la terra piacevole e degna di essere abitata dall'uomo operoso e onesto: Col cuore palpitante | sul primo verde primaverile, | salgo l'intrepida collina | colorata e profumata | da fantasiosi fiori di campo | e folti alberi di acacia.

Dal punto di vista della lingua (stile), riteniamo utile rilevare che la terminologia, la semplicità comunicativa, il passo ritmico, spesso cedendo alle ampiezze della prosa nei non brevi componimenti, sono una scelta oggettiva al fine di rendere vastamente comprensibile (per tutti), ad ogni grado di cultura e di linguaggio, il suo messaggio d'amore, di amicizia e di condanna di ogni forma di violenza in difesa di convivenza, collaborazione e pace.

Siamo particolarmente lieti di trovare in questo libro che stiamo recensendo l'attiva, l'aerea lievità figurale dell'artista (e poetessa) Alice Pinto, compagna di vita, d'amore e arte di Pasquale. Le sue opere danno luminosità e bellezza alle poesie. La figura che troviamo in apertura di libro è di un fascino raro che incanta con la dolcezza commovente diffusa su tutti i tratti della raffigurazione. La pittrice ha saputo esprimere la vitale tenerezza materna resa più dolce dal sorriso naturale dei fiori. È un capolavoro che infonde serenità e pace a quanti hanno la finezza affettiva di rimanerne ammirati. Il tema materno vigne subito ripreso ed elevato a più lieve atmosfera a pag. 16 del libro. L'ultimo godimento d'amore materno in questa figura si distende sul volto della madre in un dolce abbandono raccolto dentro l'abbraccio del figlioletto. Alice Pinto fonde nelle sue opere di lucida intelligenza e di passione l'amore e la fecondità indiana con la creatività razionale e istintiva italiana. Le auguriamo operosi giorni di queste creazioni d'arte pura e una meritata sempre più vasta conoscenza della sua produzione estetica.

Recensione
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