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Carmelo Ciccia, uno dei maggiori dantisti e latinisti, con ampia e varia produzione letteraria, nonché solida statura di docente educatore, era tra i pochi studiosi cui affidare un’opera che riguardasse in sintesi sufficiente dalle lontane radici ai giorni nostri Gli scrittori che hanno unito l’Italia, come dichiara il titolo.

La Libraria Padovana Editrice merita viva gratitudine per averlo intuito. Carmelo Ciccia ha prodotto un libro che tra le manifestazioni ricordanti il momento più alto dell’unità della nostra Patria ha un valore particolare per chi sa leggere e ama il nostro Paese, valore che va oltre le celebrazioni dell’anno in corso.

Quest’opera resterà viva negli anni e meglio direi nei secoli: non vi è nessuna pagina destinata a perdersi, sono tutte vive e bene incorporate negli eventi letterari e civili lungo tutto il corso dei secoli, dai primi segnali della ‘Scuola siciliana’ ai nostri giorni […]

È particolarmente utile per un completo richiamo alla memoria di quanto si è appreso in anni di scuola. Non trascura i minori con precise e rapide annotazioni. L’essenziale trattazione ha il pregio di concentrare quanto è necessario per avere una conoscenza degli autori, dei fatti, delle epoche, delle scuole, … sempre portati ai limiti di una conoscenza sufficiente.

Tratta i vari argomenti senza mai stancare il lettore, come spesso accade con quei volumoni che credono di informare di tutto e in effetti risultano prolissi, dispersivi, noiosi. Autori e temi vari sono sempre colti nel tempo, nei luoghi, negli anni, mai privi di valide informazioni e delle opere che li riguardano e che hanno fatto storia…

Il solido volume supera le 150 pagine di oltre 40 righe con grandi e nitidi caratteri… Dirò che l’interessante lettura non solo ha riacceso nella mia memoria quanto avevo già studiato, ma ha aggiunto nomi, fatti, giudizi che nelle voluminose storie della nostra letteratura non avevo incontrati.

Credo che l’importanza nazionale di quest’opera di Carmelo Ciccia stia proprio nella poderosa sinteticità di dire tutto in una concisa lucidità che penetra e resta scolpita nella memoria di chi sente di essere Italiano.

L’uso frequente dell’imperfetto esprime un giudizio negativo sull’attuale valore di Patria, di unità nazionale, di amore per i tempi in cui autori di altissima statura o notevoli hanno lasciato opere immortali proponendo e lottando per fare di una penisola vastamente frazionata uno Stato universalmente ammirato.

Questo uso insistente dell’imperfetto, rafforzato dalle citazioni di versi appresi durante gli anni di scuola, mentre richiama e fa rivivere il tempo in cui con l’imporre a memoria versi e frasi sacri alla Patria, con l’ascoltare composizioni, canzoni, con l’ammirare opere figurative patriottiche si coltivava nell’animo dei giovani la sacralità della Patria, oggi invece è prevalso l’uso non solo di non imparare a memoria questi sacri versi e brani, ma anche di leggerli con fredda superficialità e magari anche con noia e disgusto e persino con disprezzo.

Questo lassismo dominante nell’animo dei docenti e degli studenti è vigorosamente condannato da Carmelo Ciccia con il richiamare spesso le forti e belle citazioni vive nella sua memoria.

In particolare i versi del Foscolo che fanno rivivere con lui i Grandi e la Basilica fiorentina di Santa Croce in cui si custodiscono le tombe degli italiani che hanno fatto grande e ammirata l’Italia.

Tutte le pagine di questo libro difendono e rilanciano l’Amore e l’Unità della nostra Patria. E ce n’è tanto bisogno ora che la stupidità e l’incoscienza di non pochi barbari italiani sono giunte persino a denigrare, a definire briganti, ladri, usurpatori di gloria, e via dicendo, i sacri eroi della nostra Patria.

Recensione
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