Servizi
Contatti

Eventi


Anzituttto in queste composizionii poetiche di Franco Orlandini rileviamo la limpidezza, la proprietà e la misura spontanea del linguaggiio: il tessuto, espressivo è sempre in diretta correlazione con la sostanza, in una simbiosi di elevata, proprietà con la situazione esistenziale che ha sollecitato nell'autore l'ispirazione e quindi l'espressione delle affettive misure interne sulla pagina. Si tratta di un'espressione emotiva sempre comprensibile che mantiene desta l'intima partecipazione del letttore. Altro rilievo in merito allo stile riguarda il passo dimensionale del versus.L'Orlandini non si fa mai prendere dalle stravaganze oggi; in uso di uccidere il verso e comporre senza miisura, ubbidendo al capriccio senza distinzione tra lo scrivere in versi.. Scritture che nan hanno alcuna misura fonica alcun ritmo figurativo, simbolica e cromatica. Spesso leggiamo versi di una sola parola, terminanti con articoli, congiunzioni, preposizioni, termini che non solo la grammatica ma la stesso linguaggio richiede iinseparabili; con la parola che portano a capo dell'altro verso. Brutture e stramberie che non troviamo mai nelle pagine poetiche di Franco Orlandini le sue poesie hanno sempre versi non solo ampi ma con il respiro ritmico/fonico, con figurazioni simboliche chiare, precise, comprensibili: procede con il passo musicale e tali sono anche le strofe e gli stessi componimenti che chiudono la situazione poetica con versi che evocano la conclusione ispirativa. Eccone un esempio::"Guardami tu, viandante, che mi segui: | dentro il vapore: saturo che volge, | non sono che figura evanescente".

Per quanta. riguarda il movente ispirativo, si evidenziano.il mare, il paesaggio, l'amore,.la famiglia e altre tematiche meno presenti in questa corposa silloge. Il libro si apre con la sezione ispirata dal mare, di cui Orlamdinii trasferisce nelle sue pagine poetiche tutti gl elementi centrali e periferici che hanno relazione e vita con il mare. Ascolta, e ne coglie le. modulaziani della voce: ora alta e veloce, ora lenta e dolce, ora in disteso silenzio: "Urlano. le gole delle onde, | schiumando alla scogliera, nel gran vento; | sulla marina plumbea, ancora turgida, | invitti uccelli scorrono irridendo". Ne coglie il moto e persino il cromatismo, perché il mare non è sempre azzurro: il poeta ora lo vede verdiccio, ora rossastro, ora nerastro, ora verdebruno, ora paonazzo... E sosta ascoltando il colloquio delle onde con gli scogli e con il vento; o ammirando il lento vola dei gabbiani nelle prime ombre del crepuscolo. La relazione con il mare è tanto viva e varia che il nostro autore vi dedica le prime 38 pagine del libro. Anche in "solitudini" Orlandini sosta spesso in mediitazione.Qui i testi: si fanne più densi e più riflessivi;.richiede spazi e tempi la memoria e la tensiene lirica spesso ai eleva in soste razionali: "Le tue innocenti lacrime di bimbo, | come le gocce lievissime, eteree | dell'iride che, un giorno all'apparire, | guardasti a lungo; avevi le pupille | così vive d'incanto...". Nella sezione ''Sulle colline'' domina il paesaggio, la luce, gli alberi, i fiori. Meritano emozione e poesia anche le "siepi": "La stagione sterpigna ormai ci attende, | simile a siepe ossuta, irta a difesa | segnata da brandelli rugginosi".

Nell'ultima sezione, "Negli anni", che dà il titolo al libro, troviamo liriche ispirate da varie tematiche: il poeta sosta ad ammirare la ragazza che, gentile, si incanta a contemplare il verdegiallo delle ginestre, inebriata dai loro effluvi. Ci riporta agli alti versi leopardiani: "E tu, lenta ginestra | che di selve odorate | queste campagne dispogliate adorni". E' in questa sezione. che maggiormente trova ispiraziiane la luce: "La luce scende ad incontrare il fiume | che con gelido affanno esce dall'ombre; | cosparge il suo sorriso sulle crespe | che un luccichio prolungano". In ogni manifestazione della natura Orlandini vibra di ispirazione. Eccolo addolorato a meditare sull'abbattuto "canneto" di cui aveva ascoltato, con le foglie toccate dal vento, il suono dolce come quello di un violino: "Più non drizza il canneto le sue lance | stridule al vento, con le sue banderuole | di foglie inaridite, contro il torbido | avanzare di nuvoli sulle fosse". Ma questa sezione si eleva a intima poesia raccolta intorno allo storico focolare domestico con gli ampi e teneri testi dedicati ai genitori "Alla vecchia madre": "Immateriale alito, schiarendo, | rimarrà sulla calma e saggia effige, | da cui senso riceva il giorno fragile". Vi ritorna con toni di profondo e silente dolore, quando la madre varca la soglia del silenzio e dell'eternità, con dieci dolenti riprese. Altra poesia nata dall'intimo calore familiare e carica di dolore è quella dedicata alla memoria del padre: "Nel vento era il tuo viso ed il riverbero | aveva della fiamma | chiusa, ruggente dentro il focolare, | dell'ànsito all'ascolto della tua locomotiva*...".

* Il padre di Orlandini fu macchinista nelle FF.SS.

Recensione
Literary © 1997-2018 - Issn 1971-9175 - Libraria Padovana Editrice - P.I. IT02493400283 - Privacy - Gerenza