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Filippo Giordano, in queste scritture poetiche dal taglio lieve e facilmente godibili, intesse una favola cattivante sulla dura e irrinunciabile realtà dei nostri giorni. La sua qualità noi la ravvisiamo nella immediatezza non priva di energia estetica con la quale traccia e ferma i segni vivi dell’entità tempo, nel pronunciarsi inarrestabile delle stagioni. Egli sa dare vita all’ora che fugge con segni pronunciati in gesti colori toni palpiti segreti del sangue, tacite voci dell’anima: siano i gridi di “muli”, sia il “sudore” delle fronti accaldate dal sacro mestiere del vivere quotdiano, siano gli scavi parlanti da dentro le logore pieghe delle carni degli uomini invecchiati, tutto parla, grida, acclama, irrompe, respira, dà forza e riprende, affonda e risale nelle ansie e nelle pieghe fisiche e spirituali dell’esistenza. Struttura portante della poetica di Giordano, dunque, è “il tempo”.

La collocazione spaziale, siciliana o non, di fronte a questa entità diviene pressoché insignificante, smaterializzata (bene lo rileva nell’ottima premessa Carmelo Pirrera) di “tempo” sono fatti i braccianti raccoltisi sulla piazza e le “favole” nate dalle fave, dallo scirocco o da altra denotazione. E tutto ciò pure ha un punto donde sorge e dove ritorna inequivocabilmente, “la terra”, madre o madrigna che sia, comunque sempre unico centro del cerchio vario e vasto dell’esistenza; unica certezza senza aggettivazione cui attaccarci per continuare a vivere e per morirvi con umana dignità: tutto il resto viene prima e dopo dell’uomo; è il silenzio o, se si preferisce, il nulla, potente e inafferrabile nella sua saldezza. Soltanto la poesia, con le sue ali d’immortali parvenze ci può offrire l’ultima illusione e placare in noi il disperante senso dell’esistenza. “Intanto è giorno | e cruda come un martirio | continua a girare la terra | (l’ieri e il domani non nostri | fanno dell’oggi una prigione…).| E s’intrecciano fedi a sciogliere il dubbio delle cose”.

Se Filippo giordano un giorno saprà fermare in questo presente che assorbe l’ieri e il domani anche, nel contempo, le spaziali varianti vitalità, egli ci consegnerà una poesia totale e a noi, chiudendo questa velocissima nota, pare, oggi, per lui, una raggiungibile possibilità.

Recensione
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