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Una storia brianzola che potrebbe essere una "nostra" storia

Presentato a Barletta presso la Libreria Einaudi, in una affollata serata letteraria, il romanzo di Laurana Berra, intitolato Nel bozzolo dorato, per l'editrice Mobydick, nella collana "I libri dello Zelig". È la storia di una famiglia brianzola che negli anni del dopoguerra fonda un setificio che, attraverso tre generazioni, segue la nascita dell'azienda, il suo cospicuo sviluppo e la sua decadenza.

Considerando i ritmi e i tempi di quelle stagioni, dopo un promettente inizio e.gli anni del boom, in coincidenza con gli anni di "Mani pulite", si conclude con la sua parabola di-scendente.

Protagonisti il padre Ignazio e i figli Attilio, Lucio. Iride ed i loro consorti, e poi i figli e i nipoti che avvieranno l'impresa alla sua ineluttabile decadenza. Una storia brianzola, ma che potremmo rileggere anche alla luce di tante altre nostre storie locali, pensando delle analoghe storie vissute da alcuni nostri imprenditori e ai loro opifici, le cui vicende sono state segnate dallo stesso iter: la faticosa nascita artigianale del capofamiglia, la feconda stagione del grande successo, il desolato tramonto.

Chiusi, quasi imprigionati Nel bozzolo dorato della famiglia, dell'Azienda, della Provincia, i personaggi di questo romanzo – una saga borghese dei giorni nostri, in Brianza – vivono le loro vicende individuali come quelle collettive secondo gli imprevedibili. arcani giochi del destino. Tutto, passioni, amori, tradimenti, ruota attorno all'Azienda "... questo moloc al quale sembra impossibile sfuggire, che stritola speranze e sogni...". Attraverso tre gene-razioni si alternano - nelle sorti dell'azienda come in quelle della famiglia, nell'ascesa prima e poi nel declino - momenti lieti e altri tragici in un susseguirsi di storie emozionanti e sorprendenti che tengono sempre desta l'attenzione del lettore.

Grande abilità narrativa, l'autrice esprime la sua straordinaria capacità descrittiva, fin dalle prime pagine dove, con un linguaggio ricco e appropriato, sa dipingere con consumata padronanza dei suoi mezzi espressivi sia i personaggi che gli ambienti in cui vivono. Ciò che colpisce soprattutto il lettore più esigente, è la sua grande padronanza della lingua, per cui riesce sempre a trovare le espressioni più appropriate per ogni situazione. Mai, però a scapito dell'effetto narrativo di fondo, senza cioè mai perdere il filo del suo ordito, della storia nel suo complesso nelle sue ricche e articolate implicazioni. Del resto non deve stupire questa sua abilità, se appena sei informato del suo curriculum, del suo lavoro presso la Mondadori, la lettura dei classici stranieri e la loro traduzione, che ne hanno affinato non solo capacità tecniche narrative, ma anche la sua innata sensibilità interiore, che le avrebbe poi consentito di diventare lei stessa autrice di bellissimi romanzi.

Recensione
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