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Questa silloge di quattro autori siciliani, è in gran parte strutturata sull’amore per la terra d’origine. Le ballate di Anna Maria Bonfiglio dipingono il mare, gli ulivi e si orientano sulla gioia solare anziché sull’atavico dolore isolano. Spesso i temi più personali non sanno prescindere dai profuni dei giardini e delle scogliere, ma sono soffuse di atmosfere nostalgiche.

Complesso e ricco di metafore il dettato di Franco Di Stefano che sa creare immagini raffinate e originali. Si legga questo esempio: “Sulle spalle come aculei grondano | e melodie di palpebre e brividi di labbra | e stupori di mani”.

Filippo Giordano affronta problemi sociali (emigrazione e lavoro minorile), ma sa anche dipingere asciutti e intensi quadri di paese.

Pietro Nigro, infine, scava nel tema della terra dimenticata e approda nella malinconia (“Viene la notte a costruire | riflessi di lampioni | su selciati di solitudini”). Molto originale è una continua ansia di sogno, come rifugio al male esistenziale.

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