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Cinque poeti di valore assoluto

Cinque poeti di notevole statura, che meritano, per il loro valore, un discorso approfondito e circostanziato, ma che lo spazio e il tempo ci costringono a racchiudere in un contesto angusto e limitato. Hanno in comune una notevole sapienza tecnica ed una originalità caratterizzante, collocandosi in un posto ben definito nell’ambito letterario nazionale.

Filippo Giordano con Del sabato e dell’infinito, edito da Il Vertice di Palermo, con prefazione di Sebastiano Lo Iacono, presenta una poesia ambientata fra alberi, e contadini, dai toni classici e ispirata a tradizioni bucoliche, in una ricerca aperta ad ogni interrogativo. I colori di questo siciliano di Mistretta sono diventati elementi di uno spazio metafisico e non rompono la monotonia del paesaggio.

Maria Grazia Lenisa con L’acquario ardente, di Bastogi, collana di poesia il Capricorno (prefazione di Giorgio Barberi Squarotti e postfazione di Andrea Bonanno) scava nel verso, cesellandone l’immagine, dove ogni segno risolve il motivo delle tensioni ispirative. C’è una grande ricchezza di immagini in una poesia elitaria, di notevole sapienza tecnica, il cui percorso segue uno stilema estremamente raffinato, guardando dentro l’inconscio, con una forte intensità emotiva.

Tilde Rocco è nata a Palermo e vive a Messina, dove scrive sulla pagina culturale di “La Gazzetta del Sud”). Il suo ultimo volume di versi La vigilia, edito da Armando Siciliano Editore, ha una prefazione di Francesco Testori e degli interventi sul risvolto di copertina di Paolo Ruffilli, Giuseppe Amoroso e Giuseppe Tedeschi. Inquietudini, rimpianti, dubbi, angosce si alternano nelle sue pagine, dando a una silloge compatta. La scrittrice si rivela capace di cogliere emozioni, segnando un preciso disegno sulla sublimità della vita, aprendosi, ad un movimento drammatico tra ricerca di rapporti ed osservazione della loro precarietà.

Veniero Scarselli, toscano, già docente universitario in fisiologia, si è dedicato a tempo pieno alla poesia, vincendo un numero notevolissimo di premi letterari e proponendosi come figura singolare nel panorama della poesia contemporanea, trascinando, in misura varia, ma sempre personalissima, sentimenti ed immagini. L’ultimo suo libro (con prefazione dello scrittore Vittorio Vettori) è Eretiche grida, Nuova Compagnia Editrice, dove si grida lo sviluppo tra ricerca e perdita in una poesia dell’abbandono, che vuole essere una linea di quotidianità nella fusione tra realtà e immaginazione. C’è un insieme di sentimenti, dove l’ironia illumina pagine brillanti e sentimenti disincantati.

Quello di Antonio Spagnuolo, intitolato Il gesto | le camelie è un poemetto cui è stato assegnato il premio di poesia Aldo Spallicci e che è stato pubblicato da “All’antico mercato saraceno”, collana di poesia, diretta, a Treviso, da Carlo Rao. Si tratta di un monologo malinconicamente evocativo, che traccia il cammino della sua ricerca in una concezione di labirinto e trova una chiave di lettura significativa. La sua è una poesia erede del surrealismo, dalla dimensione onirica dove atmosfere rarefatte vivono alla luce di struggenti rievocazioni.

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