Servizi
Contatti

Eventi


Liceali- L’insegnante va a scuola

L’attuale periodo storico, sociale e culturale, che viviamo, testimonia una perdita della funzione di contenimento e di educazione da parte delle istituzioni: famiglia, scuola, società, che dovrebbero, invece, garantire valori adeguati e basilari alla costruzione dell’identità dei giovani. In questo contesto di cambiamento profondo “dove i vecchi sistemi di comportamento non sono più funzionali “ e dove l’incertezza, non solo del futuro, ma anche del presente è costantemente in agguato e, come scrive il critico letterario Sandro Gros-Pietro, “deruba quotidianamente i giovani della vita “, il libro di Francesca Luzzio “Liceali “ apre un varco alla speranza, perché in esso l’autrice sperimenta “un processo di ricostruzione“ partendo “da un atteggiamento di ascolto e di umiltà“ e tenta di entrare nel confuso mondo degli adolescenti guardando la realtà con i loro occhi. “Liceali“, sottotitolo “L’insegnante va a scuola“ si rivela dunque, nonostante abbia la gradevole struttura di una raccolta di racconti e poesie, un saggio di sociologia sul disagio giovanile nelle sue più svariate forme.

Un’analisi profonda, fondamentale ed esatta, non solo dei vissuti dei giovani, ma di riflesso del vissuto di un’intera società che va allo sbando e su cui è bene riflettere, interrogandoci tutti sulle possibili cause ( e trovando possibili soluzioni) che hanno portato e portano ancora al sistema malato in cui viviamo.

La nostra è una società complessa, dove l’individuo vuole affermare il proprio punto di vista e dove, per eccesso di egoismo rifiuta il confronto con l’altro, arrogandosi così il diritto di comportarsi secondo un principio di libertà che è solo tornaconto.

Mi piace citare a tal proposito le parole di Lev Tolstoj: “Ogni tentativo di dare un significato qualunque alla vita, se la vita non è basata sulla rinuncia dell’egoismo,…diventa una chimera che vola a brandelli al primo contatto con la ragione “. E i giovani, descritti nei loro drammi magistralmente dalla Luzzio, tentano disperatamente di dare un significato alla propria vita, ma si scontrano con l’egoismo degli adulti, siano essi genitori, compagni, rappresentanti delle istituzioni.

L’unica voce, fil rouge di tutte le storie, che giunge al lettore autentica e priva dell’egoismo distruttivo è la voce dell’autrice-professoressa dei liceali-protagonisti.

Francesca Luzzio ha riportato nel libro, infatti, la sua lunga esperienza di insegnante liceale e ha saputo bene rappresentare, proprio perché esperienza vissuta, le tragedie di numerosi studenti, che vivendo situazioni familiari complesse e deludenti portano le loro infelicità nelle aule scolastiche. In “Liceali“ si alternano storie di bullismo, di violenza e droga, storie di amori impossibili, storie di razzismo ed emarginazione e storie di suicidi. E’ questa la realistica rappresentazione che Francesca Luzzio fa di una fetta di umanità sofferente di cui tutti sappiamo, ma che è più comodo ignorare.

Giovani che pur di non guardare in faccia la loro dolorosa realtà si anestetizzano con comportamenti che alimentano la cultura dello “sballo” e dell’eccesso.

Umberto Galimberti, filosofo, psicoanalista e docente universitario in un’intervista ha dichiarato che: “La realtà dei giovani, oggi, è quella del nichilismo di cui parlava Nietzsche, una crisi di valori dove il venir meno di ogni certezza provoca un senso di fallimento e di smarrimento esistenziale“.

Tutto questo ha saputo cogliere in maniera esemplare Francesca Luzzio e lo ha tradotto, come ha più volte sottolineato il professore Elio Giunta, in un documento che ha valenza di carattere sociologico e di costume, perché riflette il mondo attuale.

Le storie narrate sono scritte in una prosa essenziale e vivida che non fa sconti alla drammaticità degli eventi, anzi spesso il racconto non può avere soluzioni e al lettore rimane il sapore amaro di una provocazione.

Nel volume ai 15 racconti si accompagnano 30 poesie, che l’autrice dedica a tutti gli allievi su cui ha posato il suo attento sguardo. Uno sguardo pieno d’amore con il quale ha saputo ascoltare e accogliere le loro difficoltà esistenziali dando, senza dubbio, un importante contributo alla loro formazione.

Nelle poesie della Luzzio, i cui versi intensi e suggestivi esprimono un recupero emozionale di un passato ancora recente, si avverte una decisa nostalgia per il mondo della scuola, a cui la scrittrice e poetessa ha dedicato gran parte della sua vita. In questo dolore del “non” ritorno c’è tutta la dedizione e la voglia di continuare a mandare adeguati messaggi ai giovani di oggi.

Il libro “Liceali“ è uno di questi messaggi di speranza, come testimoniano alcuni versi della bella poesia “ Il senso della vita “ :

“Ogni giorno buio o banale che sia
contiene luce di verità

Lo sa chi allontana con mano
le tende di nubi che coprono finestre
di possibili cieli, sorgenti azzurre
di verità.“

Essenziale ed elegante. ma soprattutto eloquente l’immagine di copertina curata da Agata Geraci.

Recensione
Literary © 1997-2020 - Issn 1971-9175 - Libraria Padovana Editrice - P.I. IT02493400283 - Privacy - Gerenza