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Foglie colorate

Lia Cinà Bezzi è nata e vive a Rovereto (Trento). Scrive poesie in italiano e in dialetto roveretano. Fa parte del "Cenacolo trentino di cultura dialettale" diretto da Elio Fox.

Ha pubblicato "Migole di vita" (2008), "Spaventapasseri ed altre storie" (2013), "Vado frugando un vento che si perde" (2016), e nel 2017 il libro in dialetto sulla storia delle streghe di Nogaredo "Sangiotar storie lontane - Mercuria e le altre" Poesie e racconti. Quest' ultimo libro ha incontrato successo di critica e di pubblico per la novità del tema trattato e lo scavo in un periodo storico dove purtroppo venivano processate e bruciate donne accusate ingiustamente di stregoneria. Bastava un sospetto, la loro bellezza, la conoscenza delle erbe per decotti antichi o qualche comportamento giudicato strano, magari provocante, per farle finire sul rogo.

Lia Cinà Bezzi ha voluto ricordarle con poesia e coinvolgimento emotivo.

Lia è anche una valente pittrice e le sue pubblicazioni sono state sempre illustrate dai suoi pennelli intinti nella magia e nella maestria di un animo attento alla bellezza dei paesaggi, all'ispirazione che la natura le ha sempre regalato a piene mani.

Il libro di cui vorrei parlare è: "Foglie colorate" uscito nel luglio del 2019 presso Almaca - Baselga di Piné (TN).

In questa pubblicazione dedicata alle sue adorate nipotine Linda e Anna, ai suoi figli Marco e Michela e a tutta la sua famiglia, l'animo di Lia ha voluto fermare gli attimi più importanti della sua vita dal dopo guerra in poi.

Nasce così un percorso ben preciso, un amarcord tracciato con sensibilità e con segno leggero, quasi con il timore di rovinare con le parole momenti preziosi stampati nel suo diario del cuore.

I suoi racconti sono brevi, a volte intensi, a volte volutamente scritti con tratti stilistici tipici del diario personale.

È chiaro che Lia Cinà Bezzi ha voluto donare alla sua famiglia e ai lettori pagine scelte del suo tempo privilegiando quelle più armoniose, quelle che l'hanno intrigata e coccolata di più, che hanno acceso la sua sensibilità di costanza narrativa volta a fermare persone, paesaggi, momenti con pennellate studiate in un modo consono al suo sentire.

Quando parla delle sue nonne, specialmente di nonna Maria, da lei particolarmente amata e frequentata, ci regala quadri familiari colmi di dolcezza e sensibilità trasmettendoci quell'amore tra nonna e nipote che l'hanno portata a farla conoscere per fermarne il cammino di vita.

È colmo di personaggi questo libro, personaggi che l'hanno accompagnata da bambina, da adolescente fino a farla diventare la donna che è, una donna alla ricerca come tutti del sogno e dell'attimo còlto per tenerlo prezioso nel cuore.

Scorre nel fruscio delle pagine una narrazione consapevole, quasi come diario privilegiato da tramandare alle nipotine che stanno crescendo per raccontare anche a loro la sua favola di vita, i brividi dell'adolescenza, le fantasie, l'amore di cui si sentiva circondata, l'innocenza e la semplicità propria di un'età vissuta in un particolare momento di privazioni, di attenzione estrema al valore del denaro, misurato sì, ma mai mancato, l'attesa di quelle lirette che venivano regalate come premio o semplicemente come coccola aggiunta.

Molto belle le pagine che parlano di Rovereto, dei suoi vicoli, teatro di corse e di giochi, dei rioni, le chiese, del bosco dove le famiglie si ritagliavano un angolo verde di respiro. Commovente il racconto dei momenti delle favole raccontate la sera al barbustèl, il pipistrello della notte che era lei, la bambina più vicina al cuore della sua nonna leggendaria, un nomignolo affettuoso che penso le sia rimasto nell'anima.

Si parla di giochi antichi in questo libro, di fantasia, di testimonianze di un tempo ormai perduto, un tempo che andava più piano, quasi al rallentatore, quando le estati pareva non finissero mai, stordite dalla spensieratezza di tanti ragazzini che si facevano la guardia a vicenda.

Pagine quelle di Lia Cinà Bezzi che ci fanno calare in un'atmosfera quasi di fiaba, mentre scorrono piano i giorni e ognuno di noi si ritrova, in quelle corse a perdifiato nei prati, in quella cantina oscura, in quella soffitta con abbaini aperti al cielo, in quella frenesia di scoperte, di fontane zampillanti, ma soprattutto di purezza di cuore.

Foglie colorate è un libro da leggere per chi ricerca un qualche tassello di memoria, un sassolino perduto o seminato per strada, un abbraccio di minuti spensierati.

È un libro, come ben dice nella prefazione Mario Cossali che riporta stralci significativi dei suoi colloqui preliminari con l'autrice . Scrive infatti : Vale la pena domandarsi a quale genere letterario possono appartenere le pagine qui raccolte da Lia Cinà Bezzi. Ma senza inquadramento rigido... lasciando così al lettore il compito di interpretazione personale di questi racconti brevi, testamento di vita.

A queste pagine si aggiungono delle perle: due poesie in italiano: "Ricordo dell'estate" e "Mondello", il paese natale del padre.

Mi piace terminare queste brevi note con questi versi pregnanti che sono quasi una dichiarazione d'amore: Mondello, terra del padre, / dove lo scoglio è gioco / anfratto di memoria. / Questo solo conosco, / vertigine di sole, / a rinverdire l'infanzia / dei gabbiani.

Trento, 20 gennaio 2020

Recensione
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