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Un'ora perfetta

Per approdi d’infinito

Un’ora perfetta di Nadia Scappini conferma che la poesia, quando è tale, naviga su percorsi segreti e leggendari per raggiungere quell’approdo di bellezza necessario al poeta per la sopravvivenza della propria anima.

Nadia Scappini, poeta e scrittrice, instancabile operatrice culturale, critico letterario su giornali e importanti riviste ha abituato ormai i suoi molteplici estimatori a una poesia raffinata, colta, densa di emozioni e spiritualità.

In questa pregevole raccolta, frutto di estremo rigore letterario, e curata al massimo anche nella veste tipografica, si alternano i temi importanti dell’esistenza in uno scavo severo e allo stesso tempo dolce, sia che si navighi nell’intensità del dolore, nello struggimento dei ricordi, nel mondo degli affetti, nella contemplazione della natura, nel brivido d’amore e, non per ultimo, nel gesto di preghiera per quel grazie dell’attimo che la poetessa ricama giornalmente, affinché l’ora perfetta tenuta gelosamente nel profondo, possa alimentarsi in costanza di stupori. C’è una sottile malinconia nella trama della raccolta, malinconia che s’affaccia quasi all’improvviso sulla pagina ed è una malinconia importante, discreta, quasi controcanto alla gioiosità dell’esistere.

Leggendo le poesie di Nadia vien da pensare all’essenza della spiritualità, ci si sente proiettati in un quasi sogno per quell’incantamento d’emozioni magicamente giocate sul filo dell’esistenza. Viene risvegliato in ognuno di noi la necessità del volo alto, dello sguardo bambino nel cielo degli aquiloni, mentre riemerge con dolce prepotenza la necessità dell’analisi interiore, per riappropriarsi nel gioco sapiente delle parole, dell’affascinante misteriosità del silenzio.

Giorgio Bárberi Squarotti introduce così la sua illuminante nota critica: la poesia di Nadia Scappini muove dalla parola per giungere alla vita in una tensione luminosa dove riconoscere il senso delle esperienze… E ancora: Eterno che è davvero tutto, sempre.

Colpisce in questa raccolta, oltre alla musicalità dei versi, la parola preziosa mai scivolata per caso fra le righe, la sapiente scrematura da ogni qualsiasi piccola imperfezione e ci si commuove quando ci si trova a leggere poesie dove proprio nulla è lasciato all’improvvisazione, nemmeno gli spazi, la mancanza di punteggiatura, quei rientri a capoverso quasi pausa di riflessione, gli incisivi corsivi. Vien da pensare ad un pittore innamorato del foglio bianco: Nadia sul foglio bianco naviga su un vascello robusto, capace di cavalcare le onde invisibili dei rivi e quelle gigantesche degli oceani.

La raccolta è divisa in due parti, ma è l’amore nella sua costante ricerca che lega tutte le poesie inserite ponendoci di fronte ad un unicum poetico davvero notevole per maestria d’ esposizione, estensione del pensiero, per la levità dei versi vòlti a prendere per mano il lettore in una passeggiata di nuvole e sole, di pioggia e temporali, di aurore e tramonti, in un tempo dove le stagioni della vita splendono in bellezza e sapienza, talvolta in dolore, quando i ricordi si vestono di destràni , lo struggimento dei nostri padri che nella girandola della vita ora è nostro e sarà poi dei nostri figli, dei nostri nipoti per quel mosaico di ore perfette necessarie al calendario personale di ogni persona.

Ogni poesia di questo splendido libro che Nadia Scappini ha voluto regalarci meriterebbe una citazione per la varietà di proposte e riflessioni. Come omaggio all’autrice mi limito a riportare per intero una poesia d’amore, scelta perché ci sorprende nelle pieghe del quaderno segreto che ognuno tiene prezioso.

accendi colori

se decidi di starmi vicino
accendi colori in questo
inverno lungo che rotea
inclinato senza il sorriso
di una fioritura (ché secco
è il nostro calicanto in cima
al Corso), senza una breccia
che dica sì, ci apprestiamo
a riavvolgere il pensiero buio
le bave dell’inutile nel poco
di giorno che rimane

a stendere la tela per la luce
chiara, il seme che chiama
primavera

Nadia Scappini, con le sue perle di poesia, quasi in punta di piedi, ci invita a proseguire sulla mulattiera del tempo, ci stimola alla contemplazione, ci invita a congiungere le mani in preghiera davanti al miracolo della vita.

Affinché “un’ora perfetta” la si possa costruire, reinventare, programmare fintanto che il cuore palpiterà alla luce, un fiore rialzerà la testa per sbadigli di sole.

Fino a quando le nostre braccia troveranno la forza del remo sulla barca del sogno che scivola leggera per approdi d’infinito.

Recensione
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