Servizi
Contatti

Eventi


Gli echi che ripartono senza tregua dal subconscio, automatica rivincita culturale di chi tenta di ascoltare il segno della conoscenza, inondano qui la scena memoriale, le inquietudini al di là dell’angoscia, la logica tra senso comune e proiezione dell’incantamento.

Mandrino non è nuovo ad "un impegno di officina sul materiale linguistico contrassegnato da una attenzione selettiva, senza più gli affanni dell'approssimazione o di ostentata normalizzazione...”- come sottolinea nella postfazione Roberto Roversi - ed ancora una volta riesce a presentare un folto gruppo di composizioni poetiche omogenee nella fattura e convincenti nell’itinerario.

L’apertura del raggio di osservazione rompe il discorso lirico per lasciar posto, in ottimo equilibrio con il dettato, ad una avvincente corsa tra l’immaginario ed il flusso del reale, qui compresso ed esternato da frammenti cristallini, intessuti di coincidenze e da incredibilmente semplici ritrovati linguistici.

S’insinua fra le crepe
di sette muri il vento
per insidiarti un bacio
prima che tu sia vecchia
e la sabbia negli occhi ...

- o ancora -

E' così che la pieve
fonda le colonne
su scheletri uguali
e ruggini corazze:
Il Fango volta pagina
ma non tiene l’immagine.

Agile e fantasioso l’autore offre una pratica di linguaggio folgorante, non inquinato dalla preoccupazione del canto a tutti i costi o della ritmica scansione testuale, scorrendo tra esasperate resistenze e colorite accelerazioni.

Recensione
Literary © 1997-2019 - Issn 1971-9175 - Libraria Padovana Editrice - P.I. IT02493400283 - Privacy - Gerenza