Servizi
Contatti

Eventi


A volte la poesia ha il carattere del soliloquio, con le sue impreviste emozioni e le sue multicolori sfumature.

In questo elegante volume il gioco della parola, il vincolo persistente del saper enunciare , la profonda preparazione culturale, riescono ad offrire composizioni seducenti, risolte con una umanità sempre variopinta, rappresentazione del quotidiano e del fenomenico.

“Come se si potesse scarnificare | la parola, irriderla, violentarla | e lasciarla lì, occhi gelidi, incolume, | feroce, ancora serena. | Inebriarsene, sfregiarla di carezze | di vetro, senza pagare lo scotto, la ruga | che scava la pelle, lasciandola bella | di bellezza ineffabile…”

Ivano Mugnaini si confronta con il mondo intero per poter cogliere le varie sfaccettature del giornaliero rincorrersi, a volte della memoria , a volte delle illusioni, a volte del proiettarsi in un ininterrotto monologo, con il quale costruire interrogazioni sull’amore, sulle sospensioni , sul disincanto.

“In questo andirivieni del pensiero auto-auscultante scorre il Tempo-Vita (vita reale e vita riflessa), che si sviluppa, si distende, si espande con o a prescindere da noi, affrontata dall’autore come costante interrogazione del suo e del nostro esistere; – scrive Luigi Fontanella nella prefazione – Una Vita-Tempo che scorre ilare, crudele e incosciente…”

Ecco che lo scandaglio riesce a proporre la complicità del segreto, l’empatia di una strana ebbrezza, quasi di abbandono, nel trascorrere di immagini , nel concedersi ad improvvise complicità.

Recensione
Literary © 1997-2019 - Issn 1971-9175 - Libraria Padovana Editrice - P.I. IT02493400283 - Privacy - Gerenza