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La solitudine delle maree

Nel rapido susseguirsi dei versi ogni poesia, sempre breve nella stesura, riesce con suggestiva illuminazione a trasportare il lettore attraverso le mille colorazioni che il mare, i paesaggi, gli anfratti, le onde, appaiono o scompaiono allo sguardo attonito e rapito.

Le pennellate che Nicoletta Corsalini riesce a proporre diventano essenze della parola poetica, sia che un tramonto contrasti con il rosso delle labbra, sia che il pensiero si abbandoni agli inganni delle risacche. Il distacco dalla vita è per la poetessa simile al cadere di una foglia al vento: un attimo e tutto si ferma, ritorna il silenzio, tace il vento, e le parole mancano.

Solitudine o illusioni, amore o pathos, non sono una strana vanità che ci sovrasta, ma scogliere battute dai marosi, che riflesse in fragili cristalli cercano di raccontare qualche verità sospesa.

Molta malinconia si cela tra le riga, nel suono ritmato dello smarrimento, nel cielo vasto del suo azzurro, nello sfuggire tiepido di un lamento.

Recensione
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