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Due volumi di Veniero Scarselli, nelle cui liriche si avverte un contenuto libero da ogni pregiudizio razionalistico, nonché una misura estremamente umana: sentimenti, sensazioni, impressioni, il tutto saldato insieme da un'unica e comune matrice che è, poi, attesa e speranza di qualcosa che ricarichi il suo spirito e lo ritemperi per future conquiste. Con Isole e vele Forum/Quinta Generazione Editrice Forlì, Scarselli. dimostra «come il poeta interviene nella realtà. La sua parola rivolta agli uomini tende a modificare quella realtà: di questa sua parola, di questo suo intervento egli è responsabile». «Interminabile veglia di stelle | sul mio veliere | quando ogni sonno di uomo a bordo || era ignaro | e gemeva l'albero | e lo sforzo di vela | e io solo chiuso | nella veloce corsa della prora | sapevo che da sempre ci attendono | mari abitati da uccelli | irraggiungibili isole». (Veloce corsa della parola).

Il carattere peculiare della poesia dello Scarselli limita al necessario, la portata lirica nelle strutture ideologiche e psicologiche del suo linguaggio col quale puntualizza i rapporti lirici in una prospettiva di largo respiro. Ciò perché il poeta «stretto in una cofferenza psichica» per il proprio lavoro creativo, si propone queste liriche con una lucida concretezza di immagini, che impone al critico una severa e composta analisi che chiarisca il significato del suo comportamento di vita»

Segnaliamo, fra le tante liriche che ornano il volume: «Regale creatura» - «La lunga veglia fino all'alba» - «Le carni assenti» - «Ma non perderemo il treno» che si chiude con questi versi: «Quando sarà l'alba || a me che starò ancora | qui seduto sui binari | urleranno i cani arrabbiati | che me ne vada col mio sacco». Un romanzo lirico intessuto di fede e speranza, perché «le cellule vivano | loro e sia dato ancora | di fiorire | e dare frutto».

Scarselli mira, con la sua poesia, «alla riflessione poetica». Riflessione poetica che è «una esplorazione del mondo fatta con lo strumento della poesia», cioè con un insieme articolato di verità poetiche, assorbite in un costrutto logico carico di significato e finalizzato» alla ricerca del Vero». Il secondo volume è Pavana per una madre defunta. Liriche. Nuova Compagnia Editrice Forlé, che ci sorprende con una enunciazione di voli pindarici, come accennammo tempo fa. Volume col quale Scarselli ci offre immagini colorite ed efficaci, tratte dallà sua sensibilità di uomo e di poeta, macerato dalla perdita della madre, alla quale innalza una apoteosi d'amore e di santità filiale. Laddove un dolore latente fa da supporto al sentimento, Scarselli intreccia canti emergenti dal suo profondo: «Per quale mai sofisticato mistero | in tanto amore di male originario | mi toccò un'anima in sorte | così preziosa e pura che tremo | a ogni passo per la sua salvezza?». (Sale senza nome alle stelle).

E ancora da (Nostra vera e carnale Madre eterna) togliamo: «... Madre mia fu solo dal tuo ventre | pieno di grazia, che così amorosamente | ricevetti la certezza di essere | e tu mi promettesti la salvezza. | Eri tu certamente in questa terra | da Dio abbandonata il solo essere | che poteva liberarmi dal Male; eppure mai | mi hai svelato il mio vero destino...».

Interrogazione, ansia di sapere conoscere, l'ignoto domani che la vita ci riserba, domande senza risposta quando l'anima della Madre, salita al cielo ci lascia soli, su questa terra «nell'avvolgente sete della Morte al cui volere non possiamo che sottometterci».

Nell'incessante ricerca dì una soluzione al nostro destino di uomini, il poeta «è anch'egli un'infelice creatura» un essere succube» d'un universo più grande di lui!». La componente essenziale dei suoi versi, da «Perché sperare che Iddio si dimentichi» - «Causa del mio male più antico» - «Questo inutile atto della vita» - Confondersi col vero» sino a «Serbatoio delle opere umane» «alla ricerca di Dio tanto a lungo | dal buio fondo dell'universo | disperatamente inseguito e anelato» consacrano e dissacrano un colloquio con l'Essere Supremo, al quale il poeta si rivolge disperatamente per sciogliere il mistero della sua creazione, in quanto egli appare «un sopravvissuto, un reduce sempre in rivolta» contro la vita.

Veniero Scarselli pone fortemente in rilievo, in tutta la sua opera poetica, da Isole e vele, a Pavana per un madre defunta, il peso determinante per cui «le ideologie da un lato e i mezzi tecnologici dall'altro possono avere nella trasformazione radicale dell'esistenza umana» così che risulta evidente» il conflitto dialettico tra le norme del codice morale e sociale e le aspirazioni più profonde della sua personalità individuale».

Possiamo chiudere questa nostra nota critica all'opera di Veniero Scarselli, confermando quanto egli stesso ha espresso in una sua intervista, prospettandoci che «il libro di poesia deve avere una sostanza morale unitaria, capace di legare insieme, dando loro senso e significato, tutte le singole verità poetiche che lo compongono e che hanno forma di versi, immagini. intuizioni. Solo così il poeta si può salvare dalla malattia dell'autobiografismo». E' così che attraverso i due accennati volumi in esame, in definitiva il nostro poeta ci appare «un sopravvissuto, un reduce sempre in rivolta».

Recensione
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