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Gli anni della mia prima Repubblica - da Silea e dintorni

Non sono i partiti a sagomare gli uomini, bensì questi a plasmare i partiti

E’ stato questo inciso nel proemio dell’opera di Ferruccio Gemmellaro a calamitare la mia attenzione e a dare un taglio diverso alla lettura appena iniziata.

Ancora “politica” avevo pensato alla dischiusa del libro: ancora chiacchiere vuote.

Detto da me che probabilmente ai miei tempi ero stata l’unica donna che dalla Facoltà di Magistero aveva affrontato le aule di Giurisprudenza, a Urbino, per sostenere, peraltro brillantemente, l’esame di Sociologia dei partiti politici, era qualcosa su cui meditare.

Ed ecco la sorpresa:

Ferruccio Gemmellaro, che conosciamo come scrittore, poeta, critico letterario, si rivela ad alcuni di noi cui non era noto sotto questa veste, giornalista-opinionista di tutto rispetto.

E l’aspetto che più mi ha sorpreso, al di là delle tematiche e delle coraggiose, quasi eroiche prese di posizione, è dato dal linguaggio.

L’ho trovato fresco, pulito, essenziale, sorprendentemente diverso da quello ben noto dello scrittore. Un linguaggio e uno stile da giornalista di ottima penna.

Lo stile di Ferruccio Gemmellaro come poeta e scrittore è senza dubbio ben connotato, originale e riconoscibile come prettamente suo. Inconfondibile per profondità di pensiero, potente nella sua voce.

La scrittura giornalistica di Gemmellaro ci ha regalato in questa raccolta diaristica di articoli ed interventi una piacevole ed utile testimonianza ed il gusto di constatare , ancora una volta, come raggiungere l’essenzialità sia quanto di più fortunato possa capitarci.

Grazie per il tuo dono, Ferruccio. È per noi una lezione.

Tortoreto maggio ‘23

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