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Ti ringrazio per il dono N.O.F. 4.

L’ho letto una prima volta tutto di seguito per entrare nel cuore del dramma rappresentato e per coglierne la portata umana e sociale. Poi l’ho riletto centellinandolo per assaporare la “tua” partecipazione e il tuo farsi voce di chi voce non aveva.

Anzitutto complimenti per aver scelto un tema così forte e struggente, ma soprattutto per averlo “cantato”, per esserti immedesimata nel personaggio. (A proposito: per quanti anni sei stata al Ferri per conoscere così bene quanto in esso pulsava?).

Mi è piaciuto il modo in cui hai messo in scena pochissimi personaggi, ciascuno dei quali (coro incluso) ha una precisa funzione narrante, che non interferisce con gli altri e che contribuisce espressivamente alla rigorosa struttura del poemetto.

Il linguaggio è vigoroso, drammatico di tono alto (come è giusto che sia); tuttavia non mancano momenti lirici intimi e delicati (es. pag 31) ai quali non sai rinunciare e dai quali si evince la sensibilità e la delicatezza del tuo animo.

Se ti hanno assegnato un premio così prestigioso, ci sarà pure una ragione!

A questo punto i miei complimenti (doverosi!) suonano insignificanti. Ti auguro di non smettere mai.

Con affetto, Abramo

Complimenti anche a Luciano per il ruolo che ha avuto nella ideazione del progetto e per il raffinato e opportuno apporto grafico.

Cassano Magnago 18 agosto 2010

Recensione
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