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Nel suo autoritratto letterario Annamaria Ferramosca dichiara: “La mia lotta per raggiungere un mio personale linguaggio-stile è stata veemente. Una guerra aperta, in particolare tra la naturale spinta al sottacere, all’alludere, e la consuetudine galileiana derivante dal mio lavoro scientifico a chiarire, asserire, illuminare di razionale significato.”

La raccolta inedita di Annamaria Ferramosca, inclusa nella monografia numero 5 della collana “I Qaderni di Poiein”, curatore Giammario Lucini, ha per titolo Canti della prossimità. Dalle note critiche di Lucini traiamo: “La prima parte, intitolata Infravoci, è una serie di quadri lirico-onorici che traducono per immagini il suo modo di porsi nei confronti della parola-poesia, la gravità dell’interrogazione sul perché della scrittura, del suo ruolo di donna che scrive. Le immagini e le metafore sono orientate all’apertura (le frequenti allusioni a paesaggi aperti, alla natura, o a significanti particolari come la “password”, i “balconi”, i “link”). In questo mondo pieno e aperto accade un quotidiano di simboli che rimandano ad una cosmogonia che continuamente si rinnova. Nella seconda sezione, Curve saranno le città, l’allusione si sposta dalla parola alla realtà, nell’augurio o forse nella pre-figurazione di una civiltà della poesia, dove venga recuperata la saggezza materna della terra. Per la poeta un modo diverso di vedere il mondo, che è un ri-vedere con gli occhi sapienti delle civiltà antiche i segni materni cancellati dalla cultura maschile della competizione e della contrapposizione. Si passa così da un piano lirico-simbolico, dove all’apparenza si gioca il senso delle liriche, a un piano antropologico, che delinea una ricca tematica culturale ispirata ai valori del femminile. La poesia ha pertanto il compito di cercare l’anima della storia o meglio dell’umanità per celebrarla, ricrearla e tramandarla nel futuro. L’autrice esprime da una parte la riflessione sul senso generale della poesia, dall’altra la dichiarazione di un ruolo e di un impegno culturale.”

E Marco Ercolani afferma: “Una scrittura metricamente oscillante, consapevole ma onirica, strana e familiare insieme, dove al linguaggio scientifico ed epigrafico si alternano magici ritmi di danza e cerchi streganti, come in un incendio mai spento le braci scintillano sempre”.

Le superiori accorte osservazioni sintetizzano il nucleo del dettato di Annamaria Ferramosca. È agile dunque l’ufficio di addurre in questa breve nota, a supporto di esse, talune esemplificazioni riguardo alle formulazioni, alle invenzioni liriche, agli esiti di questa silloge, che consta di sole 17 poesie, segnata da “un verso pulito, ottimo respiro prosodico e un linguaggio attento alle sottigliezze espressive e semantiche”, dalla “coesione tematica interna alle due e fra le due sezioni”, il cui “lessico trova inattese suggestioni e l’immaginario fertili territori”. Ne approntiamo una, arbitraria ma speriamo intrigante, selezione:

S’ammutina … al passo muto del tempo
questa dis-lingua che … non traduce
il cumulo di angoscia che deborda dagli zaini.
Mentre cadono sullo schermo le costellazioni
risuona nelle vene alla madre
minuscolo corpo … adagiato sull’addomepianeta.
Donna-scoglio
la fronte alta contro le nebulose
sulla nuca il peso del cielo
resto inchiodata a una catena di punti interrogativi.
Il loro profilo è un’onda
password che rivela … noi sintetici-umani
nuovi di pelle e microchip … in molecole cosmiche
pulviscolo che naviga dalla tua alla mia fronte
a farmi vivere scrivere.
Abbandonate a valle parole opache di città
storie lontanissime mi piovono sulle tempie.

Da registrare, oltre a taluni rapidi passi nel suo dialetto salentino, che al libro è allegato un prezioso cd nel quale la voce dell’Autrice ci porge suadente i suoi diciassette testi.

Recensione
La poesia “Anima Mundi“
poesia 
Autori
Annamaria Ferramosca
Edizione:
Puntoacapo Editrice
Novi Ligure 2010

Note critiche di Gianmario Lucini. Con la raccolta inedita “Canti della prossimità” - pp. 48
prezzo: € 7,50

Recensione a cura di
Pubblicata su:
Sito online indicato nr.7/2011
 

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