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Due travolgenti storie d’amore (in I due grandi amori di Vincenzo Bellini, che vedono protagonisti Maddalena Fumaroli e Giuditta Cantù le quali sono state le due donne amate dal grande compositore siciliano Vincenzo Bellini, al quale il destino ha serbato una vita tribolata, pur consentendogli un successo travolgente come musicista ma facendolo morire in giovane età, quasi all’apice della disperazione che fu causa d’una tormentata esistenza.

Il testo, scritto con chiarezza, competenza, ma soprattutto con una annotazione storica probante, si ascrive ad un’opera di valore, in cui sono presenti tutti i crismi che ne compendiano, in ogni passaggio, la capacità narrativa di questo autore.

Le due storie che, pur su piani diversi coinvolgono lo stesso musicista, si presentano in tutta la loro drammatica evoluzione come due momenti nei quali Bellini riesce a coinvolgersi volutamente, nonostante fosse preso dalla musica, e sarà poi questa, con il travolgente successo, a farlo allontanare dalle donne. Proprio Maddalena morì prima di Bellini e di questa morte egli ebbe notizia solo tre mesi prima che morisse, ormai consumato soprattutto nello spirito.

L’altra storia d’amore vede protagonista Giuditta Cantù ed anche in questa occasione i sentimenti che li coinvolsero non furono forieri di buone nuove ma di situazioni critiche per una somma di circostanze. Fu comunque un sodalizio alquanto duraturo, pur considerando la breve vita del compositore, e si può arguire, leggendo il testo, che in un certo senso contribuì molto all’autore catanese, noto per il suo carattere instabile, seppur la natura era stata prodiga con lui. Giuditta Cantù, diversamente da Maddalena, visse ancora per ben 36 anni dalla morte del suo amato.

Se queste sono le notizie storiche, è bene rilevare come le stesse siano state scritte con onestà intellettuale, certamente caratteristica di questo talentuoso autore capace di coinvolgere, fin dalle prime pagine, il lettore che ha la possibilità di partecipare in prima persona a questa vicenda così umana quanto particolare che appartiene al grande Vincenzo Bellini. Alla fine un testo validissimo, solido nell’impostazione narrativa, con la peculiarità che le storie appartengono ad un passato interessante, con la specificità che seppur è stata patrimonio dei tre personaggi, non è difficile pensare che possa interessare altri, magari meno noti e famosi ma altrettanto “umani”.

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