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Navicello etrusco. Per il mare di Piombino

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Il Navicello percorre, sospinto dai venti della costa, il tratto di mare dal golfo di Baratti al promontorio dell’attuale città di Piombino, alle spiagge del golfo di Follonica, sempre al cospetto dell’isola d’Elba. Attraversa poi sotto il nostro sguardo curioso le acque, per lo più tempestose, della storia che separano il mondo degli etruschi dai nostri giorni pieni di ansie e di sconfitte, dall’alto dei quali ci rivolgiamo indietro per porre domande al mondo delle nostre origini …

E’ lo stesso Mosi a darci le coordinate del viaggio, l’itinerario delle sue evocative, naturali, e nello stesso tempo, colte poesie. Con un senso dell’alternarsi di stagioni, della decadenza dopo lo splendore, ma della vita anche e della storia che vanno aventi. Il mondo etrusco, quello romano, i barbari, Napoleone all’Elba e la torre di guardia di Populonia: in cui giovani ciechi stavano attenti ai rumori degli aerei che andavano a bombardare Firenze (Aerei su Populonia):

Un cartello sugli spalti:
la rocca centro d’avvistamento
per l’arrivo dei bombardieri nemici.
Populonia sulla rotta verso
Firenze: all’erta in quei
giorni sugli spalti, giovani
ciechi, l’orecchio teso,
le mani pronte sul trasmettitore.
Stringo le mani di Anna.
Brividi freddi. Come sarà
stato il mare il 25 settembre
nel terzo anno di guerra,
il giorno delle bombe su Firenze?
Conosco l’ululare delle sirene
il rumore degli aerei, lo scoppio
delle bombe alla Porta del Prato,
alla stazione del Campo di Marte:
le mani strette al panierino, la corsa
al rifugio fra le macerie bianche
delle case abbattute.
Invano giovani ciechi avevano
avvertito la città dell’arrivo della morte.

Fino agli altiforni spenti di Piombino e la Sterpaia limitrofa a cui – contraddizione – giova la tregua e aiuta ai margini dei canali la biodiversità … e il “Nano verde” e gli ombrelloni e le onde di un mare che nei secoli ha visto e vede, e vitale è di attese e bellezza (La Sterpaia)

Il falò illumina il bambino
la mamma, Maria, giunti dalla Palestina
su un barcone di migranti.
Intorno il villaggio di sabbia
il disegno di strade e capanne
di animali in cammino
nel profumo di alghe e conchiglie
di pini e macchie sempre verdi.
Lontano le luci affacciate
sul golfo, stelle comete il volo
degli aerei in arrivo da oriente.
Spente le fiamme dell’alto forno…
Dal largo del mare le orate
guardano stranite, costrette
nelle vasche d’allevamento
sospese sul gelo delle acque.
Il Nano Verde, la giacca
sonante di sonagli
batte le mani e sorride
dalla cima dei pini.

Recensione
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