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Un viaggio, letterario-esistenziale, esaltante

E’ in libreria il volume di narrativa Focolari di Antonietta Benagiano. Esso è formato da sette racconti, con molteplici “focolari”: l’astro, la sabbia che ribolle, la sociologia di tematica romantica, che ci ricorda gli affreschi lirico-prosastici dannunziani di Le Novelle della Pescara, caste caos/sfascio, falsa scienza, loschi affari tecnologici, natura, esaltata e distrutta, la dea-madre(la terra) dell’amerindo, scacciato dai demoni con le armi di fuoco, quella dell’homo oeconomicus violentata dal cemento e rifiuti tossici, l’analfabetismo dello spirito, l’aborto, il potere degli uomini, il razzismo, l’amore, schiavitù, fisiche e intellettuali, rarefazione del migrante tra due inferni: il tecnologico d’adozione e quello dei miserabili alle sue radici, con riferimento al “griot “ serer francofono Senghor e la “Negritude”, le guerre, tutte non necessarie, il dramma dei combattenti e delle famiglie, l’atomica, l’inferno dei vivi, il limbo dei sopravissuti, il tempo del dolore e del perdono, i genocidi delle pulizie etniche, il terrore fondamentalista, i giochi sporchi delle superpotenze, i nuovi tempi e così via.

Il focolare è un segnale forte, un invito, un’ancora, un ritorno, un faro, nel buio della “anormalità-normale“ del relativismo, positivismo, storicismo, scientismo, all’ecumene come “bisogno salvifico” dei sentimenti e della spiritualità. Il focolare, mistica dell’esistenza reale, anelito nostalgico o rimpianto di chi da esso parte e non ritorna. L’intellettuale jonica non è una “veggente millenarista“ che ci angoscia con l’Abendland, ma nella sua prosa-poesia riscontriamo la “prospettiva sacrificale“ dl Beckett e Joyce. Cioè, l’inganno ideale (idealismi contemporanei) è “inconfessabile“ bando sacrificale ai danni della vita ma tramite l’arte (Focolari) scandalosa e necessaria denuncia per il riscatto dell’uomo. Per quanto riguarda la “scrittura osmotica“ nella poiesis di Focolari, non possiamo  scrivere su un quotidiano, un “literary work“. Semplicemente, diciamo che essa è una sintesi “iconica“ del reale, un gesto magico per riattivare la presenza dello “spirito“ (sentimenti), invero “evocazione“ di una “festa“ dell’io. L’incombente precarietà delle ”culture“ e del pensiero moderno porta, l’attore del mondo dell’arte, ad una scrittura della memoria, bivalente: a) visuale; b) cromatica. E la dimensione speciale del tempo? Quest’ultimo comunica l’esperienza di percezioni ime all’anima, con speciali elementi: ritmo, evocazione, significazione. La scrittura dell’opera benagianica ha la lucentezza di un sistema di stelle che accende “l’imago“ nel cuore e nello spirito.

Stile e forma- Nell’opera Focolari c’è un filo connettivo che lo collega all’opera precedente della Nostra. La prosa poetica o la poesia in prosa ha un volto nuovo e rivoluzionario. Essa, analizzata da un punto di vista stilistico e formale, tiene conto della “inscindibilità“ dell’humus semantico dall’elemento stilistico, più in generale fornisce il “significato“ dell’opera. L’approccio ad un’opera così tecnica occupa la “scrittura“ alla sua “evoluzione“ nelle sperimentazioni contemporanee. L’elaborazione è molto tecnica e sottintende una conoscenza profonda della lingua, considerata, non come “prodotto finale di un processo cognitivo“, ma punto di partenza di “reale regressione“ per l’emersione di “contenuti collettivi“. Il libro di Benagiano si legge con avidità e lo consigliamo a tutti, anche se, conoscendo il grande intelletto dell’autrice, desidereremmo che fosse “meditato“ lentamente. La Nostra occupa una posizione eminente di precursore della “rivoluzione della scrittura“, per aver incarnato ed espresso la situazione dell’uomo contemporaneo in una nuova letteratura, ossia in quella dell’isolamento dell’artista nella società e dello studio dei rapporti fra cultura e società. Essa è lo “studio di perfezione“, svolgimento armonico dell’uomo nella società, umanizzazione della stessa, grazie alle facoltà morali, intellettuali, sociali, estetiche. La sociologia della letteratura dà, alla scrittura benagianica, una forte impronta problematica di sicura efficacia didattica. Già il titolo, con l’uso del plurale (Focolari) e del termine fenomenologico-antropologico per tracciare l’oggetto di ricerca (i sentimenti, la spiritualità, ecc), suggerisce un’indagine pluriprospettica condotta all’interno di sistemi di pensiero. La socializzazione della cultura passa, anche, attraverso la lettura di libri come questo, giovane, scritto da un adulto, giovane nel cuore e nello spirito. Un altro fatto letterario, che ci preme segnalare per il superamento della dissipazione intellettuale dovuta al pensiero contemporaneo, è il richiamo di alcuni alle proprie radici, al mondo contadino, alla madre-terra che hanno subito le lacerazioni della nuova civiltà industriale, del cibermondo, ma i cui valori di saggezza, pazienza, religiosi, spirituali continuano a contare più di quanto le ubriacature dell’ideologismo abbiano lasciato pensare.

28 marzo 2009

Recensione
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