Servizi
Contatti

Eventi


Gumiliėv, l'albatro russo

La motivazione che ha portato il saggio Nikoląj Stepanņvic Gumiliėv acmeista romantico – edizioni Pensiero ed Arte, Bari, 2004 – poeta russo nato nel 1886 e morto nel 1921 fucilato dalla Ceka, ci č offerta, nella premessa, dall'autrice, la scrittrice Antonietta Benagiano.

Tutta l'impostazione del discorso della Benagiano ci appare non canonica per quella sua capacitą di fondere i vari tratti della sua indagine "cognitiva e meditativa", in un argomentare chiaro ma che presenti, nel contempo, un iter non scontato e proprio per questo in grado di offrirci una lettura coinvolgente.

Il poeta Gumiliėv č analizzato nella particolare temperie storico-culturale della Russia del suo tempo, autore di svolte storiche grandiose, che, ancora oggi, ci turbano profondamente. Č una Russia che vive, pił degli altri stati continentali, gli eventi drammatici dei primi decenni del Novecento, che provocano, al loro interno, sconvolgimenti politici, economici e sociali. Per quanto concerne la temperie culturale, essa si presenta imbevuta dal diffuso imperante irrazionalismo, mentre va, pian piano, facendosi strada la serrata critica marxiana ad ogni ideologia o utopia.

Nel campo artistico letterario anche la Russia č presa dal Simbolismo che, dalla Francia, si č diffuso per tutta l'Europa. Il poeta č divenuto, pure lģ, il baudelairiano "albatro che esiliato sulla terra, fra scherni, non puņ camminare, per le sue ali di gigante" , o si č fatto "battello ebbro" di Rembaud, "per niente adatto a filare nella scia che porta cotone".

La scrittrice esamina il manifesto dell'Acmeismo o Adamismo, 1'avanguardia letteraria creata da Gumiliėv, un bisogno di bandire le "polisense allusioni | sopra un guscio d'uovo succhiato" ed individua, pertanto, la provenienza da una concezione che concreta la condanna dell'irrazionalismo e del Simbolismo tedesco (Das Grau Elend).

L'autrice jonica afferma che questa "perfezione ideale" si oppone al "non senso", che ha le sue radici in un pensiero fiiosofico distruttore della ragione, considerata, sin dal pensiero socratico, "assurda salvatrice".

Nel discorso gumileviano, la Benagiano coglie un'apodittica dai tratti filosofici, dove, anche, la polemica nei riguardi del Simbolismo assume toni di grande equilibrio, che la scrittrice non rileva nel saggio di Gorodeckij sull'avanguardia acmeista.

Il lavord letterario si sofferma anche sull'articolo di Mandel'stam, a proposito del quale č detto che "...la parola  si fa veramente Logos..." con maggiore entusiasmo di questo dello scienziato che porta avanti una sua dimostrazione", ...

La scrittrice, dunque, si sofferma ad interpretare gli espressivi messaggi lirici gumileviani offrendoci un'analisi di quelle che ritiene essere le composizioni fondamentali alla comprensione della personalitą umana e poetica di Nikolaj Stepanavic Gumiliėv. Noi, attraverso queste, cogliamo non solo gli elementi dimostrativi del suo retaggio romantico/simbolista ma, soprattutto, quello che la Nostra chiama "compimento della personalitą nella moralitą".

Il saggio evidenzia la bellezza di un'espressivitą poetica in grado sia di farci percepire l'ignoto, come enigma che schiaccia chi osa indagarlo (il fato inesorabile e matematico dell'universo che schiaccia la libertą dell'uomo, assioma del Simbolismo) sia d'immetterci nella condizione psichica dell'io alle soglie abissali dell'ignoto (acme dell'estasi e poi i gradoni degli abissi dell'annientamento). Traluce, quindi, il basto, informe e doloroso, dell'abbandono di quanto fa parte dell'esistenza reale e insieme con la nostalgia di quello che č stato, con il rimpianto per ciņ che avrebbe potuto essere diverso, se si fosse fatto prevalere il sentimento, a cominciare da quello della vita.

Le nostre "impressioni estetiche" sul saggio Nikoląj Stepąnovic Gumiliėv acmeista romantico Sono attratte dalla sapienza e dalla classe della sua stilistica, che definiamo importanti "ardiglioni". Il periodo ha come fine il moto, plastico, placido e magnifico nell'evocazione, nell'estasi poetica dell'acmeista russo, nel tormento e nei gradoni degli abissi (A quello lassł in cielo | Dio o belva), drammatico e spasmodico negli affanni, negli sconvolgimenti, nella liberazione e nella maledizione. La punteggiatura č metodica, la grammatica rivela una raffinata induzione delle regole. I tropi e le locuzioni a volte esprimono la quiete impassibile delle costruzioni letterarie del Realismo psicologico del tardo Novecento altre una prosa nuova, snella che, leggendosi avidamente, esprime la semplicitą di un affresco prosastico che entra nei labirinti sconvolti esistenziali e della poetica, che definiamo "bottčllo" delle "deserte solitudini" e "dalla maledizione" gumileviane.

Recensione
Literary © 1997-2019 - Issn 1971-9175 - Libraria Padovana Editrice - P.I. IT02493400283 - Privacy - Gerenza