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Eliocentrismo letterario
e poetica dell'iperdeterminazione

Edito dall'Istituto italiano di cultura, Napoli, 2008, è in edicola il volume di linche Poetiche sinapsi, il più recente regalo di Antonietta Benagiano ai lettori. "Il mondo non sa nulla!" intitola Roberto Pasanisi. citando i versi profetici di P.P.Pasolini. il suo prolegomeni all'opera: "Il mondo non sa nulls | è fattto di uomini che tornano dal lavoro | e il fiume delle macchine, senti? ! va, nella luce, come un sospiro..."

Altri vati-veggenti affermano l'ignavia dell'uomo nella lettura della storia e eiviltà. Aleksàndr Blok. il più geniale simbohsta russo, nei suoi versi così affermava: "Nella casa vicina sono gialle | le finestre. Ogni sera, ogm sera | pensierose scncchiolano le sbarre, | si avvicinano gli uomini al portone. | Essi entreranno e si disperderanno, | caricandosi sacchi sul dorso. | E alle finestre gialle rideranno | d'aver abbandonato questi poveri..." (Fabrika-La fabbrica). E così Majakovskij: "Nel sacrario del tempo deforme! | Sono solitario come l'ultimo occhio | di un uomo in cammino verso la terra dei ciechi... " (Qualche parola su me). E via via Musil. Beckett. ecc ecc. Da sempre. quindi. l'ignavia. la cecità dei popoli e la veggenza dei poeti? La grande poetessa e intellettuale jonica di cui conosciamo opere e pensicro, è tra le più vere interpreti dell'uomo nella società dei mioni, della quantistica, del mondo decifrato delle intelligenze artificiali e del cibermondo. E' "vates-veggente" con la visione eliocentrica e la poetica dell'iperdeterminazione, ovvero partecipa all'avventura che coinvolge il pensiero del nostro tempo: "Che importa Arianna all'universale esizio? | Questa esistenza l'Oriente ugualmente ama e l'Occidente | miraggio all'uno la bella che sa riflette in infiniti speculi | ride fuggente bandolo scenari lasciando cruenti ..." (da Battito ampio, Il labirinto). In questi versi. la Benagiano fa trapelare che la missione del poeta non è creare un universo illusorio per consolarci di una realtà assurda. Questo era il pensiero dei Surrealisti. E nemmeno è neccssario stimolare l'interesse nell'anorntale, nell'insolito ma percepire la profondità del reale: Oriente e Occidente nell'ignavia, cecità ed egoismo lasciano scenari cruenti! E' un'accusa all'uomo moderno che, affascinato dalle proprie invenzioni, è capace di apprezzare solo ciò in cui trova l'espressione di se stesso e prova disagio nel riconoscere il valore di quanto non è prodotto dal suo ingegno, nell'aprirsi alla contemplazione". in "Ricerco". la Nostra così canta: "..Ricerco un pianeta che m'accolga | sono sporco bianco | sporco negro | sporco giallo | patisco diseguaglianza, | sono anorrnale | un fottuto soggetto anormale | mal respira questa normalità | l'altrui quiddità non ama.". E' la visione dell'inadeguatezza del mondo e della società contemporanea. L'erosione, l'ignavia e il rifiuto del " Verbo " del Pantocratore danno causa al "Dio Relativismo", compagno di strada e antistite del materialismo, in cui affonda la nostra società cattiva, superriciale, figlia di Creso, amante delle lusinghe dei facili successi. E' la disintegrazione della dignità e identità dell'uomo. confuse nelle tantafère di un microcosmo indecifrahile. "Il mondo non sa nulla" poiché il torpore dei cuori ha sigillato le voci che partono dalla coscienza e dell'elemento spirituale che invoca ciò che "In intenore homine" rappresenta l'etemo pnncipio del bene e del lume di ragione. In "Giovinezza" (da Battito Breve): ".. sullo schermo glauco scelte | ondeggiano brividi d'azzurro | la tua giovinezza!". Nei palpiti della speranza, per festeggiare la bella età,  ecco lo spettacolo delle stagiom dell'uomo in cui, come C. Baudelaire, la poetessa vorrebbe scendere in fondo all'infinito per trovarvi qualcosa di nuovo. Infine i magnifici versi di "Signore" (da Battito breve): "Lontano da lame lontano lontano | finché al piede ancora è l'andar | T'adora l'anima dinanzi al creato | O Bellezzal.... E' un grande atto d'amore e di fede della creatura per il suo Creatore, inno per i doni ricevuti della libertà, bellezza, tempo, cuore, ecc.ecc. La fede e l'amore. secondo Jean Daniélou, lungi dal distruggere l'intelligenza la liberano delle sue incertezze, le permettono di slanciarsi, gioiosamente e ardttamente. in quel suo meraviglioso compito che è l'esplorazione dell'essere. Lineamenti cntici scoprono in Poetiche sinapsi il confronto del relativo con l'assoluto, senza la paura del vuoto, collegando i mistenosi "diadelfi" del microcosmo fisico con la realtà metafisica del mondo invisibile. La lirica benagianica è strumento di veggenza-sapienza mentre il suo verbo è simbolo evocativo che coglie ciò che tornerà sempre con la medesima intensità. Se leggessirno attentamente questi versi, scopriremmo la loro coincidenza con la nostra vita intenore, restituendoci l'idea dell'uomo e del suo tempo. immersi nella vertigine. L'intellettuale jonica è poetessa del verso autentico e severa ricercatrice della sintesi umano-divino. Nei suoi versi abbiamo scoperto la conoscenza del reale, l'amore per l'uomo a la natura. il pericolo dello scientismo. la crisi delle culture, il disorientamento della libertà, l'errore modernist, lo scontro tra cultura e religione, l'amore della creatura per il Creatore. La sua poesia, per i molteplici temi che aflronta della nostra contemporaneità, ricorda il leggendario saggio di Roman Jakobson "O Pokolenii rastrativsem svoich poetov" (Una generazione che ha dissipato i suoi poeti). A pag. 42. così scnve: "...Noi siamo i testimoni ed i compartecipi di grandi cataclismi sociali, scientifici e d'altri ancora. La vita quondiana è rimasta indietro (...noi diciamo il mondo non sa nulla?...). Quando i cantori sono uccisi e le canzoni trascinate al museo e attaccate con uno spillo al passato, ancora più deserta, derelitta a desolata diventa questa generazione. nullatenente nel più autentico senso della parola..." (5 Giugno 1930).

Sociodinamica della cultura. Antonietta Benagiano, con la sua attività di poetessa, saggista, scnttnce, polemista, mostra come oggi la "comunicazione letterana". in senso stretto, non possa essere favorita (uscire dall'ossessione...ecc.). Non si tratta più di rivendicare il valore primano dcl libro letterato (nel senso di una lettura non utilitaristica del messaggio), ma di trovare nella scala del valori attuali il posto che spetta a un tipo di cultura che, se vorrà sopravvivere, dovrà affrontare tutti i campi di attività che Moles ha riscontrato ed indicato nella socio-dinamica della cultura.

Recensione
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