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La solitudine delle maree

Cara Nicoletta,

ho ricevuto la tua ultima pubblicazione, La solitudine delle maree. La Neve sulla spiaggia della copertina ha accompagnato la lettura nella campagna innevata che mi circonda.

Prediligo la forma del frammento, che hai scelto per questa silloge poetica.

La cupezza si snoda tra “Inizio e fine”, tra i tanti quesiti senza risposta. In un frammento più disteso, che concede qualche rigo in più, “Al tramonto della vita”, il canto del barbagianni acuisce la sensazione di grido represso. L’inizio si è smarrito di fronte all’inevitabile conclusione. La solitudine abbraccia ogni creatura, soffoca ogni respiro. La metamorfosi è avvenuta, quasi completata, non ci saranno ulteriori sviluppi, eppure il senso continua a sfuggire. Vi era probabilmente certezza di tale non-senso dall’inizio, ma non si poteva che procedere nel cammino imposto dalla vita. Ma anche se “È strano”, altre meraviglie prendono forma.

Solitudine di maree o numeri primi, giunge la poesia, la letteratura a soccorrerci dinanzi a tale smarrimento, a tale sconfitta, a un pessimismo di fondo che subito scomparirebbe, lasciando spazio alla gioia più pura, se solo un dio-padre più benevolo non ci privasse degli affetti più cari, senza darci la certezza di ritrovarli un giorno, inalterati, protetti.

Come farfalle affidiamo i nostri versi al vento, sperando almeno loro non muoiano.

Recensione
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